lunedì 21 marzo 2016

Caravaggio... iracondo... ma pittore e sceneggiatore della luce...



Ingrid  Rowland

Ingrid Rowland ,

 critica d'arte

Questa la presentazione  di Ingrid Rowland , critica d'arte:" “Quattrocento anni fa un uomo sulla quarantina incedeva barcollante e agitato per le strade di Porto Ercole, sul litorale toscano. L’uomo, nel suo nasale accento lombardo, farfugliava frasi incoerenti riferite a una barca carica di dipinti di cui aveva perso le tracce. Il volto iscurito dalla barba incolta era solcato da cicatrici ancora fresche e gli abiti di buona fattura, ma impregnati di sudore, erano ridotti a cenci. Quasi certamente egli portava con sé la spada da cui di rado si separava. Mancano, però, testimonianze a riguardo, né lo confermano le persone che lo ricoverarono nell’ospedaletto locale, un nosocomio che ospitava di regola marinai malconci, operai portuali e galeotti. Per certo sappiamo che la febbre, le ferite e la disperazione lo sottrassero al suo capezzale nel caldo di luglio. Un laconico bollettino locale dichiarava: «A li 18 luglio 1609 nel ospitale S. Maria Ausiliatrice morse Michelangelo Merisi da Caravaggio».”


"Circa quattrocento anni dopo la triste e solitaria morte del pittore (2010) , le folle che si accalcano davanti alle mostre a lui dedicate dimostrano che Caravaggio parla al nostro tempo con la stessa chiarezza con cui comunicava ai contemporanei. E ciò nonostante noi consideriamo la nostra epoca globalizzata, tecnologica e democratica, un mondo assai differente dalla violenta Italia feudale e religiosamente repressiva che plasmò la sua inimitabile e influente pittura."

Caravaggio, pittore visionario e sceneggiatore della luce

Abbiamo RISCOPERTO,  nella metà del ventesimo secolo, Michelangelo Merisi da Caravaggio  quasi una rivelazione nel campo dell’arte moderna. EGLI  ha vissuto la pittura con la consapevolezza di un visionario, e con la sua interpretazione della tecnica del chiaroscuro e dei suoi sapienti giochi di luce, ha anticipato l’uso della luce usata oggi per gli effetti speciali nelle produzioni fotografiche e cinematografiche.I due elementi della pittura di Caravaggio sono la luce e il buio. Il contrasto tra luce e oscurità non crea dissonanza, piuttosto i due elementi opposti si complementano, mettendo in evidenza un fatto importante: la luce diventa protagonista del messaggio del pittore. Lo sfondo non esiste più. Ci troviamo davanti a un chiaroscuro enigmatico e inquietante che sollecita l’anima. 


.... e gli ultimi anni di studi su Caravaggio ci portano ad importanti critici italiani come STRINATI che  ci offre una VALUTAZIONE riguardo alcuni dei nodi problematici caravaggeschi più scottanti. 

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 ...mentre il Caravaggio, inventore dello scatto istantaneo, della intuizione sintetica, della fotografia e della sua rivoluzione pittorica, lo ritroviamo in Giuseppe Baiocchi su L'intelletuale dissidente.

 "Caravaggio: primo pittore della sensibilità moderna,  pittore della società, del popolo, davanti ai poteri forti è il pittore antico, più vicino a noi. Caravaggio immortala la realtà nei suoi dipinti con una drammatica evidenza"....

...fino a "Roberto Longhi, l’uomo che riabilitò Caravaggio", esauriente articolo di Stefano Del Re...

LA ROMA IN CUI VISSE CARAVAGGIO
...e a "Narciso, il caso discusso del Caravaggio".

...o forse Caravaggio Un capro espiatorio?

"Ben venga, dunque, un saggio informato come quello che il filosofo Giuseppe Fornari dedica al pittore...La verità di Caravaggio (Nomos edizioni, pp. 178, euro19,90). Fornari è un discepolo di René Girard, il grande studioso del mimetismo sacrificale e del capro espiatorio, interprete del rituale pagano della violenza e del sacro, sul quale il sacrificio di Cristo ha prodotto il rovesciamento definitivo ponendo fine alla logica del meccanismo vittimario.... La frase che conclude il libro offre una sorta di contrappunto necessario alla comprensione di questa idea, laddove Fornari scrive: «Caravaggio e Goya ci insegnano che nell’universo cristiano, come nella più grande arte cristiana, è l’esperienza certa del Male la prova più certa del Bene, la resurrezione indistruttibile della sua bellezza».









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