lunedì 10 dicembre 2012

ORA TI RACCONTO UN LIBRO....




Simo vi racconta un libro:"Ho avuto notizia di questa originale edizione da un'amica dell'amica Floriana ed ora voglio condividerlo con chi segue questo blog.

Costanza Miriano, giornalista cattolica e con famiglia numerosa, nel suo secondo libro, Sposala e muori per lei (Sonzogno), uscito da poco, ci dice:” Vuoi un rapporto che funzioni? Dimentica senza rimpianti di avere corde vocali. Se una donna vuole che un concetto arrivi alla testa, al cuore di un esemplare maschile della specie al fine d’influenzarne anche minimamente la condotta, le parole non solo non bastano, ma a volte possono anche essere controproducenti». 

Seconda regola: non cercare di cambiarlo: «Aiutare l’uomo a migliorarsi ci sembra automaticamente rientrare nei nostri doveri base, tipo rispettare i semafori, medicare ginocchia sbucciate con cerotti a fiori, mettere la base satinante prima del fondotinta. Ma la modalità mamma ci rende insopportabili». 



 

  
  
ROMA, 7 dicembre 2012 per ZENIT.org,  la recensione- intervista

 La prima cosa che salta agli occhi a guardare donne e uomini, è che esistono. E già è  una notizia, in questa epoca di annunci definitivi:  fine degli uomini,  fine della distinzione tra i sessi,  fine del lavoro e varie altre fini  ...
Uomini e donne  lì rimarranno perché a loro è affidata la sopravvivenza della specie umana. Rimarranno, uomini e donne, con la loro irriducibilità, che ci rende profondamente incompleti e  alla ricerca gli uni delle altre.
Quello che manca, semmai  – a parte il tempo, il parcheggio e la coca light , sempre introvabili – sono uomini e donne adulti, capaci di giocarsi la vita seriamente. In questo c’è  parità indiscutibile.
Difficile trovare uomini e donne che non siano  eterni adolescenti che credono di avere sempre davanti a sé un bivio,  quando tante volte tocca solo stare al chiodo, a rispondere a chi  ci ha tirato quella palla...
 Una vita che dobbiamo imparare a spendere tutta, in modo profondamente diverso, maschile e femminile.
Con il libro Sposati e sii sottomessa afferma l'autrice, " ho cercato di diffondere tra le mie amiche quello che ricordo per prima a me stessa (mio marito dice sempre che la vorrebbe conoscere, quella meravigliosa autrice del libro), e cioè che lo specifico della donna è l’accoglienza, la capacità di smussare e mediare, di stare sotto, “con l’intuizione – come scrive Joseph Ratzinger – che il meglio della sua vita è fatto di attività orientate al risveglio dell’altro, alla sua crescita, alla sua protezione”.
Riguardo all’uomo, il suo speciale modo di perdere la vita è morire prendendo su di sé i colpi, a scudo di quelli che gli sono consegnati. A volte morire tutto insieme, il più delle volte a fettine, a briciole anche. “Sposala e muori per lei” voleva dire questo agli uomini, ai mariti delle spose sottomesse.
Volevo scrivere un libro che dicesse agli uomini come li vogliamo. Nobili, pronti a dare la vita, generosi ed eroici. Ho fissato a lungo lo schermo del computer, trascorrendo notti insonni (anche grazie all’aiuto di pocket coffee e pane e salame), cercando di trovare uno straccio di ispirazione. Poi ho guardato mio marito. Siamo onesti. Ha mai fatto qualcosa per una predica che gli abbia fatto io? Ma direi di più, l’ha mai ascoltata una delle mie prediche? Alla fine quindi ho scritto un libro diverso (anche se il titolo è rimasto quello che avevo pensato all’inizio).
Noi donne quasi sempre questi uomini li vogliamo correggere, plasmare, formattare: “mi vai abbastanza bene, ti prendo, poi però ti miglioro io”. Credo che non ci sia niente che dia più fastidio all’uomo che sentire la sua libertà costretta e minacciata.
Se c’è un modo per invitarlo all’eroismo che tanto desideriamo da lui, è solo lasciandoci inseguire con la nostra bellezza, senza parlare troppo, chiedere, rimbrottare, dirigere e correggere, ma aprendogli la strada con l’esempio, “risvegliandolo”, come dice il Papa, con la bellezza più sontuosa di cui i nostri gesti siano capaci. Solo così potremo chiedergli, mutamente, di essere autorevole, coraggioso, onesto, leale, generoso.
È la generosità, infatti, il tasto debole dell’uomo, è per questo che san Paolo lo invita a morire, mentre la donna deve lavorare sul suo desiderio di controllo e manipolazione, come dice chiaramente l’apostolo nella Lettera agli Efesini.
Una volta capite le differenze – e certo ogni uomo e ogni donna vivono con diversa intensità la loro specificità maschile e femminile (non cominciamo con le donne che sanno cambiare le ruote e gli uomini lavare i piatti, non è questo l’essenziale) – si può provare a costruire la cattedrale di un amore stabile e fecondo, che non ha niente di romantico, almeno come è volgarmente inteso qui in occidente, ma è più simile a un’ascesi in cui due persone che lavorano ciascuna su di sé incontrano e abbracciano le proprie povertà senza mai rinfacciarsele, perché sanno che alla fine l’altro non è che un promemoria dell’unico amore che veramente ci sazia, colma le voragini e mai ci delude, quello di Dio.

 



COSA LEGGERE SUL MATRIMONIO..???




Fiori di zuccheroRitratto di famiglia con sposa in bianco, scritto dall’autrice francese Blandine Le Callet (editore Salani), racconta le storie agrodolci che fanno da sfondo al matrimonio fra Bérengère e Vincent, celebrato con il panorama della campagna francese. 
I due si sposano nel rispetto della tradizione con un matrimonio grandioso,  organizzato e curato nei minimi dettagli. 
Ma cosa si nasconde realmente dietro l’apparente e affettata  perfezione? 




L'autrice Blandine Le Callet ci fa ri-vivere la cerimonia da  differenti  punti di vista dei  protagonisti, tratteggiando un interno di famiglia borghese che si evidenzierà ricco di perbenismo e di ipocrisia. 
Una miscellanea di voci in cui si alternano ciò che pensa la damigella entusiasta e  il  prete in crisi mistica, la zia zitella orgogliosa di esserlo, la sposa sull’orlo di una crisi isterica, ed a comporre un album di famiglia ci saranno i  piccoli grandi segreti e vecchi rancori della saga familiare, mai risolti. 
La lettura sarà piacevole.


 




mercoledì 5 dicembre 2012

BUON COMPLEANNO SIMO...






 Auguri di Buon Compleanno
Così è il tuo compleanno! Credo di interpretare i sentimenti di tutti nel dirti... aspettiamo i pasticcini!

Dunque è il tuo compleanno. Vedila così: sei sempre più giovane della nostra fotocopiatrice!

Quando parlo di un tipo brillante che compie gli anni, oggi posso parlare solo di te... tanti auguri!

Buon Compleanno: sono sempre i soliti ... o mi sbaglio? Un mondo di Auguri!

Per il tuo compleanno dovrei farti un regalo... invece sei tu che da tempo mi regali il tuo affetto!
Tanti Auguri di buon Compleanno!
 
 


Per il MIO compleanno MI auguro tutto e niente... tutto ciò che desidero e niente che possa dispiacermi! 
Buon compleanno Simo


                                   ]§[Compleanno glitter]§[ - bunch of balloons get well
 
 
 "Festa di compleanno" di Paula Fox
 
Un racconto lungo ricco di solidarietà
 

                                                             
               


 FRATELLI SI DIVENTA

Protagonista non è Jacob Coleman, un bambino con la Sindrome di Down, bensì suo fratello maggiore Paul. L’originalità dell’opera di Paula Fox consiste nel raccontare i primi anni di vita di Jacob attraverso gli occhi del fratello. L’autrice anziché mettere al centro della narrazione, come di solito accade, i “progressi” di Jacob lascia che Paul racconti " se stesso"  facendo della sua crescita interiore la ricca trama del libro. Con  “franchezza” emergono i pensieri e le emozioni di un ragazzo che ha avuto la propria vita rivoluzionata dalla nascita di un fratello:""Ma Josh non poteva neanche lontanamente immaginare come si sentiva lui. Jacob non era semplicemente un fratellino più piccolo. Era difettoso"  e che decide di ignorare.
 Nelle poche pagine del racconto- libro,  trovano spazio i piccoli grandi errori commessi in  buona fede dai genitorie una attenta descrizione del  ruolo importantissimo che può avere in questi casi un nonno in gamba o un amico sincero. La storia di Paul si chiude con un delicato lieto fine senza i toni patetici ed in sintonia con lo stile cheè il pregio dell’ opera.
Questo libro ha rappresentato la lettura in classe per un Laboratorio di Lettura e Scrittura creativa proprio per amalgamare il gruppo classe con un ragazzo con la sindrome di Down. 
 
 
        
 
 
 
 
 
 
E' stata un'esperienza formativa e commovente oltre ad un'opportunità  di capire meglio quei " figli" nati "diversi" ma che arricchiscono tutti con la sensibilità e la delicatezza nel porsi accanto agli altri.
Storie che ci parlano dei tanti modi possibili di essere e offrono uno sguardo sul mondo da punti di vista inusuali...

lunedì 3 dicembre 2012

COMPETIZIONE O COLLABORAZIONE?

Ho selezionato alcuni alcuni saggi in cui gli studiosi mettono in dubbio che gli uomini siano "egoisti per natura", mentre tendiamo, invece, a cooperare. La logica non è più quella della competizione ma della  collaborazione. Aiutare il prossimo attiva certe aree del cervello e  diventa fonte di piacere.

Fonte: DAVID BROOKS - la repubblica - Venerdì 17 Giugno 2011




Molte sono le pubblicazioni  sulla solidarietà, l´empatia, la cooperazione e la collaborazione, scritti da scienziati, psicologi evoluzionisti, neuroscienziati: a  quanto sembra gli studiosi di questa materia hanno cambiato orientamento, originando un´immagine sfumata e tenera della natura.


 


Voglio partire dal saggio più modesto:  SuperCooperators di  Martin Nowak e Roger Highfield. Nowak ricorre alla matematica superiore per dimostrare che «cooperazione e competizione sono perennemente e strettamente interconnesse». Intenti a perseguire l' interesse personale, molto spesso siamo portati a restituire una gentilezza ricevuta, così da poter contare sugli altri in caso di bisogno. Siamo spinti a crearci "la reputazione di persone gentili con l´intento di invogliare gli altri a collaborare con noi. Siamo "incentivati al lavoro di squadra, anche se nel breve periodo può risultare controproducente rispetto ai nostri interessi personali, perché i gruppi coesi sono destinati al successo" In sostanza Nowak
attribuisce alla cooperazione "un ruolo centrale nell´evoluzione equiparandola alla mutazione e alla selezione".






Ma la maggior parte dei nuovi saggi superano la teoria dell´incentivazione in senso stretto. Michael Tomasello in  "Why We Cooperate", ha proposto  una serie di test adatti, con poche variazioni, sia agli scimpanzé che ai bambini. Dalla sperimentazione si evince che già in tenera età i bambini hanno un comportamento collaborativo e condividono le informazioni, a differenza di quanto accade negli scimpanzé adulti. Un bimbo di un anno informa gli altri della presenza di qualcosa indicandolo. Gli scimpanzé e le altre scimmie non condividono le informazioni in modo  collaborativo. I bambini sono pronti a condividere il cibo anche con estranei. Gli scimpanzé generalmente non offrono cibo, neanche alla figliolanza. Se un bimbo di 14 mesi si accorge che un adulto è in difficoltà, se non riesce ad esempio ad aprire la porta perché ha le
mani impegnate, cercherà di aiutarlo.



La tesi di Tomasello è che l´uomo mentalmente si è differenziato dagli altri primati: la disponibilità a cooperare è una qualità umana innata che viene poi esaltata nelle varie culture.



In "Born to Be Good", Dacher Keltner illustra gli studi su cui è basato insieme ad altri ricercatori  sui meccanismi dell´empatia e della connessione, descrivendo le dinamiche del sorriso, dell´arrossire, del riso e del contatto fisico. 
Afferma che quando si ride con gli amici si parte "con vocalizzazioni separate che poi però si fondono in suoni interconnessi". Sembra che il riso si sia sviluppato milioni di anni fa, ben prima delle vocali e delle consonanti, come meccanismo per costruire cooperazione. 
Fa parte del ricco strumentario innato della collaborazione tra esseri umani.




                                                


Nel suo libro "The Righteous Mind" , Jonathan Haidt si associa a Edward O. Wilson, David Sloan Wilson ed altri nel "sostenere che la selezione naturale avviene non solo attraverso la competizione a livello individuale, ma anche tra gruppi". 
In entrambi i casi il percorso vincente è la capacità di adattamento, ma nella competizione tra gruppi la "capacità di coesione, di cooperazione, l´altruismo dei membri, sono fattori basilari per imporsi e trasmettere i propri geni". Parlare di "selezione di gruppo" era eresia fino a qualche anno fa, oggi questa teoria sta prendendo piede.




Gli esseri umani, sostiene Haidt, sono le "giraffe dell´altruismo". Come le "giraffe hanno sviluppato il collo per sopravvivere, così gli uomini hanno sviluppato il senso morale per vincere nella competizione, a livello individuale e di gruppo". 
Gli uomini danno vita a comunità morali nel condividere regole, abitudini, emozioni e divinità per combattere e talvolta morire per difenderle. Le nuove tesi evoluzionistiche che "esaltano il fattore cooperazione portano a rivedere vecchi criteri di analisi come quello che imponeva nelle scienze sociali e in particolare in economia il modello del massimo vantaggio sulla base del principio della competizione egoista".





Questo libro, frutto di una lunga indagine sul campo, racconta storie, personaggi, eroismi e compromessi di organizzazioni nate all’insegna della neutralità ma oggi sempre più coinvolte nelle strategie di guerra come nei meccanismi del mercato globale.


CHI NE PARLA 


"I libri di Linda Polman ricordano i reportages di Kapuscinski".

"The Guardian"



"Se il ruolo del giornalista consiste nel dar voce, in modo umano e avvincente, a chi non ce l’ha, Linda Polman lo svolge con grande abilità"
.
"Times Literary Supplement"
















HAVE A NICE DAY!!!

 

PECCHE’ SULO A NATALE
na smania ‘e vulè bbene?

‘O suono ‘e   zampognaro
nu desiderio ‘e pace
N’albero ricche ‘e luci
I’ che te vojo bene!!!
Stennemo pure ‘e mmani
A tutti  ‘e rivali
Sprecamme  tant’ augurie .
Pecch’è?  Pecch’è Natale!!

Sarrà pecch’è Natale
C’è ‘o clima de na  festa:
che cu  la 
ricurrenza,
tu
ritrove ‘a cuscienza.
Sta vita, pestu  juorno,
vede ‘a
ggente attuorno
tutto  pare
cchiù bello
cchiù 'ddoce è 'o sapore

e pure  l’ommo  nfame
carezza n’animale
deventa bono assaie
comme è  naturale.

‘O popolo ‘e sta terra
cu smania ‘e
vulè bbene
è arravugliato ‘e pene,
ma poi è 
bbuononfunno…
Ma pecchè sulo a Natale?

SIMO 2000