mercoledì 22 ottobre 2014

PORTA UN LIBRO CON TE & 30 SETTIMANE....DI LIBRI #25...due rubriche in una!!! PRATOLINI E LE RAGAZZE DI SANFREDIANO




...La costanza: qualità fondamentale dei blogger di successo! 
 

PREMESSA...
 Dialogo tra...
 Blogger di successo: “Ho un blog che fa 1,5 milioni di pageviews al mese”.
Blogger meno esperta: “Mi spaventano questi numeri. Non ce la farò mai. Quasi quasi lascio perdere”.
Blogger di successo: “La risposta giusta invece è: adesso vado subito a scrivere un paio di post!


In effetti, chi cura un un blog deve essere un perseverante, uno che non molla mai per  raggiungere il proprio obiettivo! La costanza deve essere una delle sue armi più micidiali. Inoltre deve proporre contenuti di qualità e esercitare   tantissima perseveranza! 
Credo infatti che, come  per qualsiasi àmbito della vita,  chi ha successo sia una persona che ha avuto una buona idea, ma che soprattutto ha avuto la costanza di crederci fino in fondo. 
Non a caso, Thomas Edison ha affermato: “Il genio è per l’1% ispirazione e per il 99% traspirazione”. 

...ALLORA AL LAVORO..ED OGGI BEN DUE RUBRICHE IN UNA

PORTA UN LIBRO CON TE   &  
#30 SETTIMANE....DI LIBRI #25

Il tempo che si spende a girovagare nei mercatini dell'usato offre sempre la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo o di recuperare dalla scatola della memoria ricordi abbandonati.
E così ho ritrovato LE RAGAZZE DI SANFREDIANO di Vasco Pratolini,  un romanzo letto nel periodo universitario e ripreso poi, ridotto, per un Laboratorio di Lettura  interdisciplinare: le regioni italiane, vita di quartiere, i sentimenti.

 Le ragazze di Sanfrediano, Vasco Pratolini - Incipit


“Il rione di Sanfrediano è “di là d’Arno”, è quel grosso mucchio di case tra la riva sinistra del fiume, la Chiesa del Carmine e le pendici di Bellosguardo; dall’alto, simili a contrafforti, lo circondano Palazzo Pitti e i bastioni medicei; l’Arno vi scorre nel suo letto più disteso, vi trova la curva dolce, ampia e meravigliosa che lambisce le Cascine. Quanto v’è di perfetto, in una civiltà diventata essa stessa natura, l’immobilità terribile e affascinante del sorriso di Dio, avvolge Sanfrediano, e lo esalta. Ma non tutto è oro ciò che riluce.” 
L'edizione Mondadori che ho ritrovato al Mercatino del Libro dell' usato
BORGO SANFREDIANO
Il mondo del quartiere, la rappresentazione corale della vita di un rione popolare di Firenze: il libro di Pratolini è una favola moderna dalla struttura antica, che si richiama alla novella boccaccesca, dove il vero protagonista è proprio lui, il quartiere di Sanfrediano. Qui le ragazze spasimano e si dannano tutte per lo stesso dongiovanni, “Bob” (dalla sua somiglianza con Robert Taylor), ma quando una delle innamorate gabbate, la Tosca, scopre il doppio gioco del ragazzo, decide di organizzare una beffa destinata a dargli una lezione una volta per tutte. Con un ritmo narrativo agile e brioso e un lessico ispirato al vernacolo fiorentino, Vasco Pratolini accompagna il lettore in una vicenda ricca di ironia, dove il contrappasso e la farsa scandiscono le storie dei protagonisti.
 Sanfrediano, per contrasto, è il quartiere più malsano della città; nel cuore delle sue strade, popolate come formicai, si trovano il Deposito Centrale delle Immondizie, Il Dormitorio Pubblico, le Caserme. Gran parte dei suoi fondaci ospitano i raccoglitori di stracci, e coloro che cuociono le interiora dei bovini per farne commercio, assieme al brodo che ne ricavano. E che è gustoso, tuttavia, i sanfredianini lo disprezzano ma se ne nutrano, lo acquistano a fiaschi. Le case sono antiche per le loro pietre, e più per il loro squallore; formano, l'una a ridosso dell'altra, un immenso isolato, qua e là interrotto dall'apertura delle strade, con gli improvvisi, incredibili respiri del lungofiume e delle piazze, vaste ed ariose queste, come campi d'arme, come recessi armoniosamente estesi. Ci pensa l'allegro, rissoso clamore della sua gente, ad animarli: dal rivendugliolo e stracciaiolo, all'operaio delle non lontane officine, all'impiegato d'ordine, all'artigiano marmista, orefice, pellettiere le cui donne hanno anch'esse, nella più parte, un mestiere. Sanfrediano è la piccola repubblica delle lavoranti a domicilio: sono trecciaiole, pantalonaie, stiratrici, impagliatrici che dalla loro fatica, sottratta alle cure della casa, ricavano ciò che esse chiamano il minimo superfluo di cui necessita una famiglia, quasi sempre numerosa, alla quale il lavoro dell'uomo apporta, quando c'è, il solo pane e companatico. 
 Se visitiamo oggi San Frediano vediamo le “antiche pietre”, i vicoli che sfociano sul lungo fiume, le piazze, i bei  giardini ora inaccessibili perché privati, qualche mercatino, ma poco è rimasto del ricco  tessuto di lavoratori “in proprio” descritto nel romanzo. Non  più straccivendoli, trippai - preparatori di trippa, le lavoranti a domicilio ( trecciaiole, pantalonaie, stiratrici, impagliatrici ...scomparse da tempo)
 
«Il rione di Sanfrediano è “di là d’Arno”, è quel grosso mucchio di case tra la riva sinistra del fiume, la Chiesa del Carmine e le pendici di Bellosguardo; dall’alto, simili a contrafforti, lo circondano Palazzo Pitti e i bastioni medicei; l’Arno vi scorre nel suo letto più disteso, vi trova la curva dolce, ampia e meravigliosa che lambisce le Cascine».
PORTA SAN FREDIANO
E le Cascine sono anche il luogo della vendetta delle  Ragazze di Sanfrediano contro il bel Bob, che viene scoperto con la complicità di Tosca in una delle sue imprese da farfallone e va incontro ad una disfatta che lo ridimensiona.

PRATOLINI
QUELLA NOTTE...

«Erano le nove della sera, il silenzio tutt’attorno, animato dal lieve fruscio del fogliame, e lontanissima la voce della città, che si spengeva sul brontolio del fiume, un’eco appena, alle loro spalle, accresceva la suggestione... Ora, davanti a loro, c’era il breve spiazzo al di là del quale stava il Prato Grande recinto dall’Albereta». 

È al Tempietto che le ragazze infuriate circondano Bob, ne scoprono una pochezza fisica, oggetto di scherno: il rientro in carrozza in Sanfrediano segna la fine del rubacuori, non più emulo di Robert Taylor, ma destinato a tornare Aldo e a cedere lo scettro ad un altro Casanova, Fernando, detto Tirone. Il tutto nel nome del mitico Gobbo, «Un sanfredianino figlio di sanfredianini, che nel 1919 aveva messo sotto sopra l’intero rione con le sue gesta di rubacuori, e mobilitato al gran completo la Polizia per le sue gesta di scassinatore».
Era stato difeso dalle donne che lo trovavano bello. Gina, Tosca, Mafalda sono i personaggi femminili  più riusciti di Pratolini. Hanno mani bianche e occhi come lumi spalancati sul cuore; capaci a sedici anni di portar l’acqua ai partigiani per strada, spavalde e sfrontate, sincere e malandrine, sempre pronte a dire con fierezza: «Sono una ragazza di Sanfrediano. Non te lo dimenticare mai».
Testimone prezioso di una Firenze che fu, Pratolini (morto nel ’91) ancora oggi si legge volentieri perché è riuscito a cogliere l’anima popolare, fiera, rissosa, ironica, della città.
 
QUI UN INTERESSANTE TOUR ...
 SULL'EVOLUZIONE DELL'ARTE LETTERARIA DI PRATOLINI
«Quanto v'è di perfetto, in una civiltà diventata essa stessa natura, l'immobilità terribile e affascinante del sorriso di Dio, avvolge Sanfrediano, e lo esalta».
 


"S. Frediano è la zona più povera e più becera (volgare) con un suo codice d’onore. In San Frediano c’era il deposito della nettezza, il dormitorio pubblico e le caserme. Gli abitanti si dividevano in cenciaioli e quelli che cuocevano le interiore per poi vendere trippa, lampredotto e il loro brodo, quest’ultimo venduto a fiaschi. Lo stipendio dell’uomo quando c’era assicurava il pane e companatico. Le donne lavoranti a domicilio o trecciaiole coloro che rimpagliavano le seggiole per guadagnare il di più."

venerdì 17 ottobre 2014

VENERDI' DEL LIBRO E LE ULTIME SULL'ARTE....




IL MIO VENERDI' DEL LIBRO  IN SINTONIA CON LA NUOVA PAGINA " LE ULTIME SULL'ARTE"....

...PRIMA DI TUTTO SEGNALO ALCUNE PROPOSTE DAL BLOG...

1- "Tra una una lettura in tema con l’autunno, la natura… http://libri-stefania.blogspot.it/2014/10/avvventure-nel-bosco-20-storie-con.html

2-Associazione di Genitori che, in questo periodo, è impeganta con un’iniziativa che ha a che fare con i libri, ecco il contributo con http://associazione-arcobaleno.blogspot.it/2014/10/aspettando-libriamoci-i-rapatori-di.html

3-...per far gradire certe verdure o certa frutta per il momento sgradita…:
http://mimangiolallergia.wordpress.com/2014/10/17/come-far-mangiare-la-verdura-e-la-frutta-ai-bambini-incontro-con-lautrice-al-kikollelab-di-milano/

4- ...l' iniziativa Regala un libro per Natale!
http://mammamogliedonna.it/2014/10/regala-un-libro-per-natale-ed-2.html

5- ...un premio Nobel per la Pace, la  “Storia di Malala”: http://lamiadolcebambina.blogspot.it/2014/10/venerdi-del-libro-storia-di-malala.html

6-...l’ultimo libro per bambini....letto, buon week end!
http://supermamma.mammacheblog.com/2014/10/17/squeak-rumble-whomp/

7- ...una solitudine...che non è  piaciuta, troppo triste!
http://www.blogfamily.it/18523_la-solitudine-dei-numeri-primi/

8- ..una ventata di buonumore e ottimismo...!
http://mammaalcubo.altervista.org/super-felici/

9- ...mitica Pimpa, un must per tutte le infanzie...
http://mammavvocato.blogspot.it/2014/10/la-pimpa.html

10- ...una famiglia che si destreggia con molta leggerezza tra le piccole avventure della vita quotidiana:
http://lekemate.blogspot.it/2014/10/vdl-la-famiglia-c.html


...ed ora  voglio condividere la mia passione per l'arte che mi vede spesso per Mostre, Musei...che qui a Roma hanno un palcoscenico invidiabile.
Documento formidabile il nuovo Saggio  di Vittorio Sgarbi,  Il punto di vista del cavallo. Caravaggio,  Bompiani, 2014.




Caravaggio? Un fotografo prima della fotografia
Michelangelo Merisi fu il primo a cogliere l'attimo, mettendo la realtà in un quadro. Non è un artista seicentesco, ma un nostro contemporaneo



 Il saggio, ricchissimo di immagini, è una riflessione sulla contemporaneità di un artista universale come Caravaggio. Perché Caravaggio è così grande? Perché si stenta a credere che le sue idee siano state concepite quattro secoli fa.


DAL TESTO:

"Tutto, nei suoi dipinti, dalla luce al taglio della composizione, fa pensare a un'arte che riconosciamo, a un calco di sensibilità ed esperienze che non sono quelle del Seicento ma quelle di ogni secolo in cui sia stato presente e centrale l'uomo; la si può chiamare pittura della realtà, e a questo deve la sua incessante attualità. Davanti a un quadro di Caravaggio è come se fossimo aggrediti dalla realtà, è come se la realtà ci venisse incontro e lui la riproducesse in maniera totalmente mimetica. Stabilendo per ciò stesso un formidabile anticipo, perché si può dire, in senso oggettivo, che Caravaggio sia l'inventore della fotografia.La fotografia è nata nel 1839-40 ma Caravaggio la prefigura già nel 1601, rifiutando di rappresentare la realtà quale dovrebbe essere, come proiezione di sentimenti, di un Bene e di un Male intesi come valori simbolici. Caravaggio osserva e riproduce la realtà esattamente com'è, esattamente come la vediamo in una buona fotografia. Di più: non è fotografia nell'accezione di ritratto posato, è fotografia alla ricerca di una realtà che ci coglie come di sorpresa, dell'«attimo decisivo» cui fa riferimento un grande fotografo come Henri Cartier-Bresson: fotografia come attesa e cattura del momento in cui la realtà si sta determinando.C'è esattamente questo in Caravaggio. Dalla posizione di un dito, dall'espressione di un volto, abbiamo l'impressione di essere invisibili e di sorprendere una realtà che si sta manifestando davanti a noi.



Nel Saggio, la scrittura è piacevole, veloce e non si nota quel gusto – comune a molti che scrivono d’arte – per la complicazione delle frasi e dei concetti che spesso sembra essere conferma della sapienza dell’autore. E poi è breve, solo 160 pagine in  piccolo formato, più o meno  come uno smartphone, un vero e proprio tascabile e infine, ma questa è per me la ragione più importante, perché parla di Caravaggio. Il punto di vista a cui si fa riferimento nel titolo è infatti quello del cavallo, protagonista, forse più lui del santo, della Conversione di san Paolo della basilica di Santa Maria del Popolo a Roma. 
Il saggio di Sgarbi ripercorre, dunque, presentando ed analizzando i suoi quadri più celebri, tutta la carriera di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, dal primo periodo di formazione presso Simone Peterzano (allievo di Tiziano; non va perciò sottovalutata la componente veneta di alcune opere giovanili del Caravaggio) al trasferimento a Roma, ai dipinti per collezionisti privati e committenti religiosi, ai tanti problemi con la giustizia (... tutti i guai giudiziari del pittore fanno davvero impressione) e alla nascita di capolavori assoluti, che erano tali allora perché sapevano già raccontare il sacro in maniera radicalmente diversa dalla tradizione, e che sono tali ancora oggi perché quel modo di raccontare è in realtà molto affine al nostro.
caravaggio michelangelo
CARAVAGGIO

venerdì 10 ottobre 2014

Venerdì del libro 10 ottobre ...Quella vita che ci manca, Valentina D'Urbano



  OGNI MESE RICEVO SIA PER POSTA ORDINARIA CHE PER EMAIL, LA RIVISTA "IL LIBRAIO", FONTE PREZIOSA PER AGGIORNAMENTI SU NOVITA' LIBRARIE.

 http://www.illibraio.it/img/logo.png
 
LA NOVITA' SEGNALATAMI CHE PROPONGO PER QUESTO Venerdì del libro 10 ottobre, un forte romanzo, un  libro   che mi ha incuriosito sia per la giovane età dell'autrice,  Valentina D'Urbano, sia per il  consiglio della Rivista IL LIBRAIO. 
Acquistarlo non è ora  nel mio budget...allora  ecco la Biblioteca del mio Quartiere, fornitissima anche delle novità...
Titolo: Quella vita che ci manca.
Autore: Valentina D'Urbano
Editore: Longanesi
Anno di pubblicazione: 2014
Collana La Gaja scienza

....UNA STORIA CHE MI HA ATTRATTO  SUBITO...

Gennaio 1991. Valentino osserva le  nuvolette  di fiato che si disfano contro i finestrini appannati della vecchia Tipo, l’auto che ha ereditato dal padre, morto anni prima, e non è l’unica cosa che gli rimane di lui. C'è anche quell’idea che una vita diversa sia possibile. Ma  Valentino è troppo uguale al posto in cui vive, la Fortezza, un quartiere occupato in cui anche la casa ti può essere portata via  se ti distrai un attimo. Perciò, non resta che  la famiglia. Valentino è il minore dei quattro fratelli Smeraldo, figli di padri diversi. Anna,  a soli trent’anni non ha ormai più niente da chiedere alla vita. Vadim, con la mente di un adolescente  nel bel corpo di un ventenne.  Alan, il maggiore, l’uomo di casa, sempre  arrabbiato con ferocia  quanto lo è l’amore verso la sua famiglia, che deve rimanere unita a ogni costo. Ma il costo potrebbe essere troppo alto per Valentino, perché adesso c’è anche lei, Delia. Più grande di lui,  bellissima – ma te ne rendi conto dopo un po'- e poi  non è della Fortezza. Ed è  questo il problema. Perché Valentino nasconde un segreto che non osa confessarle e soprattutto sente che scegliere lei significherebbe tradire la famiglia. Tradire Alan. E Alan non perdona
L'AUTRICE
 ...una trascinante prosa che  rende il romanzo  uno di quei libri che ti fanno rimanere appiccicata alle sue pagine, una rabbia di fondo che ti  penetra nelle ossa,  una tendenza a dire le cose  senza  "distrazioni" letterarie, con la sola forza della verità vista e raccontata. Moltissime sono le sensazioni che mi ha lasciato questo libro. Innanzitutto il contesto nel quale è ambientato....
io stessa abito in una zona periferica di una grande città...con le stesse problematiche ...
 Vi si  racconta di una miseria senza possibilità di uscita se non attraverso "lavoretti facili", ma  miseria "ricca" della "dignità di chi non ha nulla da perdere". Dignità di una famiglia che sa di poter contare sul proprio legame, perchè, come l'autrice stessa scrive, è la famiglia l'unica certezza e 'unica forza che può  proteggere i suoi membri dall'esterno: li conosce, li ama, comunque. 

 
Come  lettore ho respirato quell' aria invidiando quasi  la famiglia Smeraldo per ciò che essa stessa è con i suoi legami profondi, da condizionare l'amore stesso per una donna, ad esempio.... Ciò che accomuna tutti i personaggi è la rabbia che si estrinseca nella forza di Mamma e nell'amore verso i suoi figli, nella capacità di Anna di far quadrare i conti,  che avvolge  Alan, gli segna il viso e tutto l'essere, che abbraccia Valentino e si trasforma in desiderio di riscatto. La rabbia nelle pagine  si sente sempre ed  ovunque, un romanzo che non "si permette mai di far provare pietà al lettore". Una storia appassionata e struggente sui legami che niente può cambiare e nessuno può spezzare...

«L’amore, quello vero, è quello che la gente nasconde. Quello che rende fragili e cattivi, quello che rende meschini. Quello che rende avidi. Disposti a tutto. L’amore è scuro, vischioso, è il sangue che si addensa e chiude i contorni di una cicatrice.»

 «L’amore di una madre non si può descrivere né quantificare. Non si divide mai, si moltiplica.»

«C’era quella cosa che cresceva dentro, che li spingeva l’una verso l’altro, quella cosa a cui ancora non avevano avuto il coraggio di trovare un nome, ma sapevano benissimo cos’era.»

«Io ti proteggo. Se siamo soli è finita, il mondo qui fuori è spietato, può farci a pezzi. Se restiamo insieme invece siamo più forti,siamo noi gli spietati. Se restiamo insieme, ci salviamo.»

«Si sommano i giorni, si sommano le assenze. Eppure un giorno le mancanze diventeranno immagini sbiadite. È per questo che riesce ancora a tenersi vivo.»



Un romanzo  che consiglio a chi vuole addentrarsi in  storie e personaggi forti senza rinunciare al potere dei sentimenti.

martedì 30 settembre 2014

SECONDO APPUNTAMENTO CON LEGGERE L'ARTE, BOTTICELLI E LA NASCITA DI VENERE


SECONDO APPUNTAMENTO CON   LEGGERE L'ARTE, BOTTICELLI E LA NASCITA DI VENERE

Nascita di Venere - Sandro Botticelli
1482–1485 ca. - tempera su tela 72 × 278 cm
Galleria degli Uffizi, Firenze

... BOTTICELLI

Alessandro Filipepi (1445-1510), noto come Sandro Botticelli, fiorentino, pittore più legato all'ambiente intellettuale della corte di Lorenzo il Magnifico. Si formò come orafo e condusse  l'apprendistato nelle botteghe di Filippo Lippi e di Andrea del Verrocchio, dai quali ereditò i colori delicati e il dolce linearismo dei contorni, poi dal 1475 iniziò a lavorare autonomamente per i Medici, frequentandone la corte.
Per questo ambiente realizzò le pitture di favole, opere di soggetto molto colto, tra cui la Primavera, la Nascita di Venere e Venere e Marte, facenti  parte  di una serie di dipinti dedicati al mito di Venere, ispirati a opere di poeti classici come Ovidio e caratterizzati da  uno stile equilibrato ed elegante.

Leggere l'arte mediante MAPPE




http://media.studentville.it/articoli_media/images/mapper/arte/botticellI_venere_2.jpg


https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgHCq2Qww4IdHqLM_P0PQKpcUwVUo0rdC4JXBdgbLhXNYmgZfr920eGtq8eUy4p3xDujxPObTrJe2pCouBIw9YMDAlLWe4FMQSQU8B8-ciXtUUDqsq5B545nGqzDHTXT0a8g1qOlmWFPKs/s1600/32+BOTTICELLI.jpg

ANALISI  DEGLI IDEALI ARTISTICI...

Humanitas, gli aspetti spirituali e razionali dell'animo, e dell'amore sublime, nonché simbolo della purezza dell'anima.
Questi ideali sono resi mediante:
• colori perlacei dalle sfumature impalpabili, delicatissime, chiari, luminosi, trasparenti e freddi.
•  ombre  velate, trasparenti, appena percettibili
• linearismo, soprattutto  nei profili netti delle figure, nell'incresparsi delle onde e nella sinuosità dei panneggi e dei capelli.
• forme, perfette, purissime, idealizzate, soprattutto nel nudo centrale della Venere.
• figure di Botticelli mostrano una bellezza molto particolare: sono fredde, perfette,  bellezza ideale fuori dalla realtà e dalla misura dei sensi, seguono l’estetica neoplatonica di Marsilio Ficino.
• Concentrazione sull'intento allegorico e filosofico e sul raggiungimento di una forma raffinata e astratta che lo manifestasse, Botticelli non si interessò mai veramente alla resa spaziale in senso prospettico e al volume delle figure, che perciò  appaiono evanescenti e quasi "ritagliate" su un fondale bidimensionale. L'artista  riesce a rendere la sostanza corporea con un minimo di materia, alleggerendo gli elementi plastici e giungendo alla massima purezza di forme senza smaterializzarle del tutto.

 birthofvenusdettotticel
  COME OTTIENE QUESTI EFFETTI...

...dando la massima autonomia possibile a tutti gli elementi della composizione. I colori sono irreali, le forme sono idealizzate e astratte, le linee si muovono liberamente, accrescono il dinamismo delle figure e le alleggeriscono,  senso di distacco, di allontanamento dei sensi, e nello stesso tempo di attrazione del gusto e dell’intelletto.
•  La tela era un supporto in quel tempo ancora poco diffuso e forse fu adottata per potere trasportare l'opera nella villa di Castello, di proprietà del committente di gran parte delle composizioni di Botticelli su Venere, cioè Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici, cugino del Magnifico. La committenza potrebbe però anche essere stata motivata dalla nascita nel 1484, in un ramo della famiglia Medici, di Maria Margherita, al cui nome alluderebbero forse i fiori sul manto rosa e la conchiglia (margarita in latino significa "perla").
• Il quadro illustra un celebre passo delle Stanze del Poliziano, in cui Venere, su una conchiglia, nasce dal mare ed è spinta a riva dagli “Zefiri lascivi”. Botticelli rappresenta questi Zefiri lascivi come due amanti abbracciati, intrecciati insieme mentre arrivano in volo e soffiano, e fanno sbocciare le rose e i fiori, risvegliano la Natura (è un soffio fecondante). Da questo soffio (il soffio della passione), Venere, appena nata, è "mossa e ispirata". Dall’altra parte la Ora accorre con un manto fiorito (allusivo alla veste di erbe e fiori della Natura) per coprire Venere.
• Tra i significati simbolici c’è anche quello dell’unione dei contrari (i due amanti, il vento che scopre, la Ora che copre, ecc.), indice di perfezione divina, ravvisabile anche nella posa della Venere pudica, che esprime la doppia natura dell’amore: insieme sensuale e ideale, trasporto e perfezione. Ma rappresenta anche la doppia natura umana: corpo e anima, c’è anche una doppia corrispondenza tra il mito pagano della nascita di Venere dalla spuma del mare e il mito cristiano della nascita dell’anima dall’acqua del battesimo. Questo punto offre maggiore probabilità che si tratti di un quadro di battesimo, un dono per la nascita della piccola Margherita de’ Medici.
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Simonetta Vespucci, la modella di Botticelli

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La figura di Simonetta Vespucci è una delle meno conosciute. Il suo volto è stato reso immortale dal Botticelli, la sua bellezza cantata dal Magnifico,che le dedicò questi versi:

O chiara stella, che co’ raggi tuoi
togli alle tue vicine stelle il lume,
perché splendi assai più che ‘l tuo costume?
Perché con Phebo ancor contender vuoi?
Forse i belli occhi, quali ha tolti a noi
Morte crudel, che omai troppo presume,
accolti hai in te: adorna del lor lume,
il suo bel carro a Phebo chieder puoi.
O questa o nuova stella che tu sia,
che di splendor novello adorni il cielo,
chiamata essaudi, o nume, i voti nostri:
leva dello splendor tuo tanto via,
che agli occhi, che han d'eterno pianto zelo,
sanza altra offension lieta ti mostri.

E' stata cantata anche  dal Poliziano nel poema "Stanze per la Giostra"...
“ch'i' gli ho nel cor diritta una saetta dagli occhi della bella Simonetta” 

 ...ed immortalata dipinto di Piero di Cosimo, il Ritratto di Simonetta Vespucci, vestita come Cleopatra e con un aspide al collo...

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C’è una leggenda molto romantica che riguarda il dipinto “La nascita di Venere” di Sandro Botticelli. Simonetta Vespucci era ritenuta dai suoi contemporanei, secondo le cronache, la più bella donna vivente e di lei si innamorò Giuliano de’ Medici che, intorno al tardo Quattrocento,  governava Firenze insieme al fratello Lorenzo il Magnifico. Mentre Lorenzo era occupato nelle questioni  politiche della città, Giuliano si impegnava in competizioni cavalleresche per vincere l’affetto di Simonetta. Partecipò ad una giostra per vincere
e ad una giostra, la sua bandiera recava dipinto il ritratto su tela di Simonetta, dipinto dal Botticelli e che recava sul retro la dicitura “L’unica e sola”.
Tra i due scoccò la scintilla d’amore, che non avrebbe avuto futuro: Giuliano morì assassinato e la ragazza, di tisi.


VenereSimonetta giulianodemedici


PARTICOLARITA'

La Nascita di Venere è uno dei pochi dipinti pagani di Botticelli che non sono stati distrutti dalla Chiesa Cattolica


lunedì 22 settembre 2014

@ GIRO D'ITALIA LETTERARIO @ PORTA UN LIBRO CON TE ...22 SETTEMBRE..TEMPO DI LEGGERE



 OGGI...GIRO D'ITALIA LETTERARIO - PORTA UN LIBRO CON TE

GET THE BOOK...

... la  nostra  Mente spazia...Il mondo dei libri ci regala  la possibilità di aprire la nostra  mente verso mondi prima sconosciuti, ci consente di avventurarsi in territori inesplorati, scoprire prospettive e pensieri non immaginati, analizzare situazioni e circostanze attraverso approcci e mentalità differenti da quelli con cui siamo  abitualmente a contatto. I libri ci fanno  viaggiare, portandoci con loro in luoghi che non abbiamo  mai visto. Senza libri la nostra esistenza sarebbe estremamente più limitata, racchiusa in ambiti più ristretti. Perché limitarsi?


Arricchiamo il nostro Vocabolario


Abbiamo   la possibilità di esprimerci attraverso un vocabolario ricco e ciò  rappresenta un grande vantaggio. E’ più facile far comprendere il nostro pensiero, si può rendere più densi di significato ed incisivi i nostri discorsi, arricchire storie, fiabe e racconti. Una semplice conversazione diventa più piacevole e stimolante nei contenuti


 Leggere per il Piacere di Farlo

 Leggiamo ciò che ci  interessa, senza lasciarci condizionare necessariamente dalle tendenze o dalle mode del momento. Impariamo ad individuare e comprare i libri che amiamo.  Se arriveremo a leggere un libro a settimana diventeremo  bravissimi anche nello scegliere i testi che più si avvicinano ai nostri  gusti.
Ascoltiamo i consigli di altri lettori,  ma seguiamo  sempre e comunque i nostri  interessi. Sarà estremamente più divertente esplorare nuovi autori, sperimentare, leggere altri libri di uno scrittore che abbiamo  gradito, magari scegliere un libro solo in base alla copertina, creare la tua propria top 100.
....

...consigli utilissimi dal Blog donna creativa :"... è una sorta di magia per cui compri della carta e ti porti a casa un sogno, un viaggio, un incontro immaginario, un’emozione. Scoprirai che i libri contengono in sé paradossi positivi, perché mentre arricchiscono fanno risparmiare, perché sono “inutili” (nel senso che non si tratta di beni di prima necessità) ma allo stesso tempo fondamentali".

 
PROPOSTA...PER DUE PERCORSI-RUBRICA...
@GIRO D'ITALIA LETTERARIO - 
@PORTA UN LIBRO CON TE

 Paolo Mauresing,scrittore e scacchista , ha partecipato come ospite alla XXVII edizione dei Campionati Italiani Giovanili di Scacchi a Tarvisio e ha disputato la simultanea (un giocatore contro tutti ) -  3 luglio 2014 in piazza Unità-.  Io ho appena concluso la lettura del libro " L 'ultima traversa " di Paolo Maurensig ...

Short Stories... “L'ultima traversa” é, per chi non è scacchista, l'ultima colonna orizzontale della scacchiera, occupata dai pezzi più importanti e dal re stesso, che vi trova spesso e riparo. Perderne il controllo equivale a perdere la partita e prendere scacco matto. E' anche il titolo di questo romanzo , in cui l'autore sembra sottolineare che per il giocatore l'ultima traversa è anche quella della vita, perdere la difesa di quest'ultima, dei valori importanti, non può che condurre negli abissi del gioco sacrificando tutto ciò che dovrebbe essere invece più caro. 

 LA STORIA...

 In un piccolo paese vicino Bolzano si è insediato da poco Aloiz Bauer, giovane parroco . Combattuta durante gli ultimi anni di studi, la passione per il gioco degli scacchi torna prepotentemente nella mente del giovane Aloiz, dopo aver sfidato Daniel Harrwitz, un anziano signore (l'unico di tutto il paese in grado di giocare) all'osteria, davanti a una folla di curiosi. Harrwitz è un tipo solitario, taciturno e molto  abile davanti a una scacchiera. Settimana dopo settimana, le sfide tra i due diventano un avvenimento nel paese. Sempre più ossessionato dal gioco padre Bauer si butta a capofitto nei manuali di scacchi e ben presto la sua fede vacilla sotto i colpi degli impulsi umani, tra la competizione con il signor Harrwitz e le velate avances di una parrocchiana  che, nel segreto del confessionale, si dichiara innamorata di lui. Il contrasto tra la fede, gli scacchi e l'amore si fa quasi insostenibile fino a quando Bauer non viene convocato al capezzale del vecchio scacchista che sta per morire. Dopo aver ascoltato il racconto-confessione dell'uomo, al parroco non resterà che gettare nel fuoco la scacchiera e la tonaca.
.... " E Daniel Harrwitz è veramente esisitito ? " .

Certamente . E' stato uno scacchista tedesco ( Breslavia, 29 aprile 1823 – Bolzano, 9 gennaio 1884). Circa  a vent'anni si trasferì a Parigi, dove si fece una reputazione come forte giocatore alla cieca nel famoso Café de la Régence. Nel 1849 si trasferì in Inghilterra, dove fondò la rivista British Chess Review.
Disputò numerosi match con i più forti giocatori dell'epoca 
 http://www.partecipiamo.it/cultura/carlo_bolmida/immagini/advanced_chessman.jpg

 ...CURIOSITA'

 La figura del protagonista Aloiz Bauer ha per iniziali le prime due lettere dell’alfabeto, le prime due colonne della scacchiera. Bauer in tedesco significa contadino ma anche pedone ( Mein System di Aaron Nimzowitsch, bravissimo nei  giochi di parole). Ed il destino del pedone è raggiungere l’ultima traversa, il traguardo della promozione. Ma è possibile un riscatto, una salvezza, una redenzione, cosa chiedono in cambio gli scacchi al cultore che vuole carpirne gli arcani segreti? Quale il prezzo da pagare? 
Daniel Harrwitz proviene dall’Olimpo degli dei, dai divani del Cafè de la Régence, ha incrociato i suoi scacchi con Staunton, Anderssen, Morphy. Come è finito tra i boschi del Tirolo? Quale motivo lo ha condotto all’esilio? Di lui sappiamo che riposa da oltre un secolo nel cimitero ebraico di Bolzano, sotto una colonna spezzata, cinta da una ringhiera di ferro. Certamente è la figura chiave, la fonte che ha ispirato l’autore a riscrivere e romanzare gli ultimi giorni di un campione sottratto all’oblio

QUI UNA ECCELLENTE PRESENTAZIONE
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