mercoledì 20 marzo 2013

FESTA DI SAN GIUSEPPE AL TRIONFALE, QUARTIERE DI ROMA.


C'era una volta una "speciale" festa del papà, San Giuseppe:Bignè, frasche per il falegname “frittellaro”
     
Ci si preparava da una settimana almeno per partecipare alla festa vicino casa, al Trionfale, nel Quartiere dove andavo a scuola e quel giorno, il 19 Marzo, era festa da scuola e con il vestito a carattere primaverile, tutti pronti per i  festeggiamenti, con la sagra e la  processione, per la ricorrenza che ha avuto da sempre radici popolari a Roma, in particolare, una notevole importanza, essendo San Giuseppe assai  venerato dal popolo, sia per la fama di "uomo giusto", COME SI LEGGE NEI Vangeli, che per l'umiltà del mestiere di falegname, che lo avvicinava alla povera gente. 



LE BANCARELLE
 Particolari celebrazioni si svolgevano soprattutto nella chiesa intitolata a San Giuseppe dei Falegnami al Foro, sede della "Università fabrorum lignariorum”, che l'aveva costruita a sue spese.

venerdì 15 marzo 2013

Appuntamento con "I venerdì del libro".

(entra e...non te ne pentirai!!!) 



Coles Phillips - The lure of books




"Adesso, più leggo, più mi rendo conto di sapere così poco, ma sto anche imparando a vedere le cose intorno a me con occhi più attenti, a coglierne le più lievi sfumature, a viverle e amarle..."




Dopo un approccio con gli aforismi di scrittori di spessore, sono alle prese con il mio: gli alberi hanno il potere magnetico di influenzare la mente umana.
Così potrei iniziare questo post che si inserisce nell'iniziativa di

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“Le sensazioni dettate dal cuore”, l’incipit del mio commento al romanzo "Sette minuti dopo la mezzanotte ". Le sensazioni le emozioni, secondo me, ci rappresentano e sono forse più vere  di quando si usano schemi e regole per commentare un libro.


Mi sono avvicinata a questo  romanzo  di Patrick Ness -su soggetto di Siobhan Dowd- , per caso in formato e.book messo a disposizione da un blog che  si occupa di diffusione di libri. Nel cominciare a leggerlo ho capito che mi trovavo davanti ad una storia speciale, anche se non ero ancora  a conoscenza dei dettagli.


Nella nota posta all’inizio del  libro l’autore invita il  lettore a tenere in considerazione l’opera come una specie  di staffetta: 

“[…]Mi sentivo – e mi sento ancora – come se mi fosse stato passato un testimone. Una scrittrice di grande talento mi donava la sua storia e mi diceva: “Va’. Corri, portala con te. Sconvolgi tutto”. Ed è questo che ho cercato di fare. In questo percorso ho seguito una sola regola: quella di scrivere un libro che, nelle mie speranze, sarebbe piaciuto a Siobhan.”




Ho custodito in  me questo lungo racconto che mi ha riportato a personali vicende simili a quelle narrate.

"Sette minuti dopo la mezzanotte” , scritto da Patrick Ness, nasce da un’idea lasciatagli dalla scrittrice Siobhan Dowd prima della sua morte. Questo viene spiegato dall’autore nelle prime pagine del libro: le  difficoltà iniziali  di occuparsi di una “traccia” importante e delicata, le modalità nel raccontare, esemplificare la guida per raccontare che è la storia stessa.  Patrick Ness si chiede se Siobhan Dowd avrebbe apprezzato il suo lavoro. 
Io penso di sì poiché  questo romanzo già dal principio  ha un valore rilevante: le splendide  illustrazioni in bianco e nero di Jim Kay così possenti e paurose nello stesso tempo,  ce lo mostrano prezioso anche nella veste tipografica con la qualità della carta, spessa e liscia.

lunedì 11 marzo 2013

Il dottor Zivago romanzo che fece tremare l'Unione Sovietica e film indeminticabile

UN ROMANZO  "DI FORMAZIONE" PER LA COSCIENZA DEI GIOVANI DEL '68
(...SCENEGGIATURA DA FILM)
Fabio Massimo Penna così scrive su "Il Dottor Zivago", romanzo di Pasternak:"...le vicende che hanno accompagnato la pubblicazione del romanzo di Boris Pasternak sembrano partorite dalla fantasia di uno scrittore di libri di spionaggio. Agenti del Kgb e manoscritti trafugati, espulsioni ed arresti, editori coraggiosi e premi Nobel non ritirati...!

Boris Pasternak proviene da una famiglia di  artisti: il padre era un famoso pittore e la madre una grande pianista. Avendo sempre respirato arte in famiglia, il giovane Boris aveva il futuro già segnato e così decide di studiare composizione musicale ma nonostante dimostri buone capacità, alla fine si iscrive alla facoltà di filologia dell’Università di Mosca laureandosi con una tesi su Leibniz. La sua strada si rivela però quella della scrittura ed in particolare della poesia.


BORIS PASTERNAK - POESIE - 1959 UNIVERSALE EINAUDI



“In quella che fu l’Unione Sovietica poterono leggere “Il Dottor Zivago” soltanto nel 1988, quando lo pubblicò il “Novyi Mir”…” Ciò affermava  Enzo Biagi (Enzo Biagi, “Dizionario del Novecento”, RCS libri, Milano, 2001) sintetizzando quello che è stato il “caso Pasternak”. Il romanzo di Boris Leonidovich Pasternak “Il dottor Zivago” evidenziava alcuni lati oscuri della rivoluzione russa ed era "inviso" alle autorità sovietiche. Non si trattava di un testo decisamente antisovietico, “…Nikita Chruscev ammise che bastava tagliare trecento parole per stamparlo…” (Enzo Biagi, “Dizionario del Novecento”, RCS libri, Milano, 2001), ma il testo non potè esser pubblicato in Russia.

PASTERNAK DI FRONTE AD RITRATTO DI STALIN
Il libro fu, dopo tante vicende editoriali, pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 1957, in prima mondiale. Fine dei problemi per lo scrittore moscovita? Neanche a parlarne. 
Dopo la pubblicazione italiana dell’opera, Pasternak viene espulso dall’Unione degli Scrittori, accusato di tradimento, bersagliato dai giornali, minacciato di venir privato della cittadinanza sovietica e di venir espulso dal paese. Il libro ottiene un grande successo e Pasternak viene insignito del premio Nobel per la letteratura che, però, lo scrittore non può ritirare perché gli sarebbe stato impedito di rientrare in Russia. Gli ultimi anni dello scrittore sono molto tristi: vive in povertà mentre il KGB lo tiene sotto stretta sorveglianza.

domenica 10 marzo 2013

DA UNA INIZIATIVA AD UN' ALTRA


Condividere la passione per la lettura e renderla vivace ed efficace: condividere, comunicare...




Per passione, studio, passatempo o lavoro, leggere è importante, divertente, rilassante. Si legge per evadere, per conoscere, per sognare, per riflettere, per apprendere. 
E' un basilare esercizio per la mente, per allenare la memoria. Leggere un libro di qualunque genere attiva tutta una serie di sensazioni.
IL LETTORE

Sfogliare le pagine di un libro, con la sua  rilegatura il suo odore di inchiostro e di  carta appena stampata o annusare l’inconfondibile "profumo" un po' polveroso nelle biblioteche storiche o di qualche libreria antiquaria, è una delle più belle gioie per gli appassionati.



Le biblioteche come atelier d’arte: il progetto “La Biblioteca fantastica"

 Questo lo spirito del progetto “La Biblioteca fantastica”, che coinvolge le  Biblioteche del Sulcis:  sei piccoli comuni sardi che aderiscono all’iniziativa, Giba, Masainas, Perdaxius, Piscinas, Santadi e Villaperuccio, si trasformano in luoghi di creatività ospitando artisti internazionali che guidano i ragazzi delle scuole nella creazione di sculture, collage e disegni ispirati a frasi o racconti tratti dai libri.

 









sabato 2 marzo 2013

Tera’s Bookshelves of Doom: REVIEW WAR - Bloody Wall

Tera’s Bookshelves of Doom: REVIEW WAR - Bloody Wall
http://letturesenzatempo.blogspot.it/

Che cosa c’è “Al di qua del Paradiso"? Lo scopriamo con il GdL


Il  titolo del romanzo di Scott Fitzgerald  ha una fluidità fonetica che  colpisce: Al di qua del Paradiso.  – Che cosa c’è  “al di qua” di esso? – ci si domanda: non si distingue  se il referente siamo noi o l’autore,  il cui spirito senza meno, continua  ad essere  in ciò che ha creato.

 



Appartenente a un’élite privilegiata  di baldanzosi rampolli, Amory Blaine è un personaggio  interessante.  All’inizio del suo percorso  è     un   ragazzo bello  e viziato senza  ambizioni più nobili come la maggior parte dei suoi coetanei, né un’intelligenza più spiccata.  Per tutti loro il benessere economico, il  riconoscimento sociale, il divertimento  sono le basi dell’esistenza; mentre, invece, il fallimento, l’esclusione sociale e la povertà sono  "il  terrificante" da allontanare con ogni mezzo.


Nel romanzo c’è la vita del giovane, dai primi anni al periodo degli studi a Princetown, al primo lavoro come pubblicitario, un accenno alla Prima Guerra Mondiale,  intesa come  intoppo nella quotidianità del vivere rivoluzionario di Amory; il rapporto con la madre e con la generazione precedente (compreso il forte legame con lo zio) e senza meno, il quotidiano con i suoi coetanei.

LE MASCHIETTE DI SCOTT


Quello che    Scott Fitzgerald ci racconta è un mondo nuovo, forte, sicuro di sé. Un mondo di giovani convinti di aver già visto tutto, di essere quasi invincibili (salvo cadere spesso in profonde crisi d’identità).

 
Amory e i suoi colleghi non riconoscono ciò che li ha preceduti, sono consapevoli di essere testimoni (anzi protagonisti) di un cambiamento nel modo di portare avanti la vita quotidiana.
Sono quasi dei filosofi del tempo che vivono.
Basta con la lentezza e la pacatezza vittoriana, ora è tempo di correre! E in Al di qua del Paradiso si corre in tutti i modi.Si corre in macchina, sfoggiando ricchezza e potenza, si corre nelle esperienze della vita, in un modo inimmaginabile fino a dieci anni prima.
 


Nell'opera di Fitzgerald, il primo romanzo, Di qua del paradiso, resta, con il suo soggetto tematico, un'eccezione: il potere di dire, di dirsi, nasce dalla sensazione di estraneità di fronte al mondo dominato. Negli altri romanzi, il potere di dire e di raccontare, di scrivere, emerge dalla constatazione dell'impossibilità, nel mondo, di ritornare a ciò che potrebbe giustificare pienamente questa affermazione. Questo difetto di giustificazione non deve essere letto in modo negativo ma offre l'opportunità di interpretare l'America. Gatsby, Dick Diver, Monroe Stahr sono degli interpreti dell'America.


Fitzgerald, a differenza di altri romanzieri della sua epoca, non disegna, nei suoi romanzi, alcun possibile, non suggerisce nessuna via di realizzazione storica. Offre la visione di un'altra America: quella di un universo che farebbe la somma degli spazi americani, dei mondi della storia americana, della società presente dove le azioni degli uomini corrisponderebbero a principi morali.
Quest'universo è ideale ed istituisce un senso. Permette di misurare la tragedia americana e, conseguentemente, mettere personaggi, narratori, lettori, nella situazione in cui possono intraprendere la lettura di questo mondo, di reagire. 

L'opera di Fitzgerald stabilirebbe dunque la grande attesa di un tempo nuovo, di un tempo dove ciascuno,  conoscendo l’elemento remoto della tristezza ed il valore del fallimento, potrebbe possedere il mondo americano.

Secondo un critico, una poesia di Rupert Brook lo avrebbe  ispirato: la rinuncia alle illusioni, "paradiso" dei giovani, e la convinzione che la cosiddetta saggezza degli adulti non sempre è da preferire all’ingenuità dei ragazzi. 
  


Secondo Gertrude Stein 

 


il romanzo è immaginosa fotografia di mentalità e costumi dell’epoca, ed anche  il creatore della nuova generazione, quella dell’"età del jazz" e degli "anni ruggenti",  il decennio 1919-1929. La prima guerra mondiale aveva infatti smascherato non pochi dei falsi ideali del passato, ed i giovani americani tentano di reagire in qualsiasi modo:  dissacrazione di tutto, della famiglia e dei costumi tradizionali. Ecco perché Di qua dal paradiso è visto dalla "generazione perduta" come un manifesto.