venerdì 10 maggio 2013

Per il Venerdì del libro... un libro particolare


Titolo: La danza delle grandi madri. Dalla giovinezza alla maturità dalla maturità alla giovinezza
Autore: Clarissa Pinkola Estés
Editore: Perling Paperback

Anno di pubblicazione: 2012



Mi è stato consigliato da una cara amica che mi ha detto:”Quando un libro chiama, si risponde e lo si apre per trovarci le parole che si aveva bisogno di sentire e che forse non abbiamo mai trovato ma avremmo voluto sentire in un preciso  momento della vita.”
Nel sottotitolo si legge:
 "Dalla giovinezza alla maturità, dalla maturità alla giovinezza". 

Il suo messaggio è una lode a tutte le fasi della donna, una donna che cambia in continuazione, una donna che si confida da donna a donna, da madre a figlia, ma anche da figlia a madre, da sorella a sorella (...).
L'autrice è convinta che la vita femminile non sia una linea retta, ma un cerchio senza inizio e senza fine: si è giovani anche se vecchie e vecchie e sagge anche da giovani.
Credo che il libro si legga  con il cuore riflettendo su  alcune bellissime "Preghiere di gratitudine per le vecchie donne pericolose e le loro figlie sagge e selvagge che allietano la nostra vita".

domenica 5 maggio 2013

Gruppo di lettura per "Never sky" di Veronica Rossi -



INIZIATIVA DA CONDIVIDERE
Questo post è dedicato  al terzo GdL del blog per Never sky di Veronica Rossi, titolo stato scelto dai lettori del blog tramite un sondaggio.

Voglio partire da un'affermazione di Neil Gaiman (fumettista, scrittore, giornalista e sceneggiatore televisivo e radiofonico britannico)  il quale sostiene  che “la fantascienza, così come ogni altra forma d’arte, è un prodotto della sua epoca, che riflette o reagisce o illumina i pregiudizi, le paure e i presupposti del periodo in cui è stata scritta.”




Ed il senso di questa affermazione appare più che evidente leggendo Never Sky, quando fin dai primi capitoli ho avuto l'impressione costante di scorrere pagine di  un libro  solo in parte distopico, un libro che si divide a metà tra il futuro e la storia.

Ma prima di iniziare la lettura – che subito mi ha coinvolto per molti motivi che nel prosieguo  spiegherò- ho voluto approfondire cos’è un romanzo distopico e come nasce: romanzo distopico (o antiutopico, o pseudoutopico) è caratterizzato dalla presenza nella storia di una società che è la peggiore possibile. Il termine distopia nasce nel 1868 ad opera del filosofo John Stuart Mill, anche se un termine diverso ma dallo stesso significato (cacotopia) era già stato usato nel 1818 da Jeremy Benthan. Si contrappone, naturalmente, al termine utopia, il quale identifica un non-luogo socialmente perfetto, reale o metaforico.



L’ambientazione del romanzo distopico è  un lontano futuro, o un presente che si è evoluto in modo diverso/ peggiore    da quello reale. E  già nel primo Novecento si trovano narrazioni di genere come quelle di  H.G. Wells, che nel 1895, nel suo romanzo La macchina del tempo, aveva immaginato un futuro in cui i discendenti della classe dirigente vittoriana, gli Eloi, venissero allevati come carne da macello dai Morlocchi, discendenti della classe operaia.

 

Dalla rete un intervento che può portare  ad un confronto:” Sarebbe interessante un confronto tra Utopia, Distopia e Ucronia, sono cose che affascinano. Sono tre elementi da cui non possiamo prescindere. Tutti vorremmo una società "ideale", senza capire che si sconfinerebbe nell'utopia, tutti crediamo di vivere nella distopia più sfrenata e tutti siamo abituati a dire: ah, però se, ah però se io avessi fatto" (ossia ucronia)"


TESTO IN LINGUA





I PRIMI CAPITOLI

L’avvicinarmi ai primi capitoli di Never Sky, dedicati alla condivisione per Gdl di Never Sky , inizialmente  mi hanno un po’ disorientata perché l'autrice ti porta in modo troppo  diretto nel suo mondo futuristico. L'alternanza dei capitoli di Perry ed Aria non hanno reso la lettura molto facile e perciò  mi sono dovuta abituare a due stili e concezioni di vita completamente opposte, tenendo presente  da un lato la freddezza e l'astrattezza del mondo virtuale di Aria, dall'altro una fantastica  esplosione di colori, suoni e odori che la tribù e Perry stesso portavano con sé.


TESTO EPICO-FANTASCIENTIFICO


Conciliare aspetti talmente diversi non è stato semplice, ma l’autrice americana  lentamente fa prendere forma alla  storia riuscendo a “catapultarti” nella Fucina della Morte, nella foresta e in terre dall'aspetto inspiegabile.
I capitoli brevi e la terza persona  mi hanno poi conquistata mettendo in luce  le abilità dell'autrice che pur con una trama così  complessa, ha reso il tessuto narrativo fluido e scorrevole. Passo dopo passo, i personaggi e le situazioni hanno dipanato quella matassa indefinita di informazioni ed eventi, riuscendo a collocare giusti pezzi al posto a loro adatto.







sabato 4 maggio 2013

MONTALE E LA SUA PRODUZIONE DEDICATA A PIANTE E FIORI

Salta  all’occhio a chi ama la poesia quella di Montale   è ricchissima di elementi o riferimenti botanici d’ogni genere.
Sfogliando poi la bibliografia riguardante il tema ci si  imbatte nell’esauriente opera di Marcella Pozzi e Luca Notari “Fiori e piante nella poesia di Pascoli e di Montale dove si evidenzia che  il poeta stesso ammette la sua passione per le piante,  come in una sua lettera al traduttore iugoslavo Mladen Machiedo su chiarimenti per la traduzione dell’“erbaspada”:

“So poco di botanica e di zoologia, eppure le mie poesie sono
piene di animali e di piante.”   

  Le sue denominazioni di piante e fiori sono tratte solo in parte dall’erbario della tradizione letteraria, provengono  dall’uso familiare di questo o quell’altro termine botanico. La predilezione del poeta per termini non troppo sofisticati lo capiamo dai primi versi della bella e nota poesia 

I limoni

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.



da Montale Eugenio, L’opera in versi, ed. critica di Rosanna Bettarini e Gianfranco Contini, Torino, Einaudi, 1980.

In questi versi Montale si distanzia dai luoghi letterari in cui si muovono i poeti laureati quei luoghi letterari che definisce attraverso l’elencazione d’una serie  di piante che fanno parte  d’una certa tradizione letteraria.
Montale manterrà un rapporto difficile con le piante umanistiche, così come ci testimonia un passaggio tratto da una prosa di genere fantastico della raccolta La farfalla di Dinard:

"La natura mi dice qualcosa quando è incolta e negletta [...] A un campo di spighe dorate preferisco un prato pieno di gramigna e spine. [...] Preferisco l‘orto al podere, il bosco al seminato.

Roma core de stà città...


Palazzo Spada a Roma


FACCIATA DI PALAZZO SPADA - ROMA

                               LA CASA PARLANTE



Affreschi, decorazioni in stucco, sculture: le sue pareti raccontano un periodo d'oro della nostra cultura, tra arte e religione, scienza e mitologia. Dalla fine dell'Ottocento ospita il Consiglio di Stato. Da visitare ..




VISITIAMOLO: dalle finestre penetra una luce meridiana che a fatica si diffonde su una quantità enorme di dipinti, affreschi, decori, stucchi, statue, volte, lunette, che  ornano i grandi saloni e  si perdono in meandri, stanzini, spazi remoti.




COLLAGE


venerdì 3 maggio 2013

VENERDI' DEL LIBRO: RODARI E LE RISPOSTE AI PERCHE' DEI BAMBINI E NON SOLO



...9 modi per insegnare ai bambini ad odiare la lettura
Presentare il libro come una alternativa alla Tv;
Presentare il libro come una alternativa al fumetto;
Dire ai bambini di oggi che i bambini di una volta leggevano di più;
Ritenere che i bambini abbiano troppe distrazioni;
Dare la colpa ai bambini se non amano la lettura;
Trasformare il libro in uno strumento di tortura;
Rifiutarsi di leggere ai bambini;
Non offrire una scelta sufficiente;
Ordinare di leggere.
[Gianni Rodari - “Giornale dei genitori” 10 ottobre 1964]


Chi scrive per ragazzi deve dunque conoscere il mondo del bambino e quello dell’adolescente.Per questo venerd' 3 maggio propongo un libro che ho usato molto nel mio quotidiano impegno professionale di Docente di Lettere: il libro dei perché

Il libro dei perché
IL LIBRO



Gianni Rodari è  stato uno scrittore  e un pedagogista italiano. I suoi  testi per ragazzi  hanno contribuito a rinnovare la letteratura per gli adolescenti ed anche  per me, per alcuni decenni Docente di Lettere, è stato  un riferimento importante, indirizzandomi ad educare alla creatività e alla partecipazione attiva dei ragazzi,  alla creazione di storie per grandi e meno grandi con consigli operativi su come divertirsi giocando con le parole.

 Rodari dedicò alle domande che i bambini gli inviavano,  una simpatica  rubrica settimanale su "l'Unità", nella quale ogni perché, invece di venire "liquidato" con risposte sensate e "adulte", diventava il pretesto per filastrocche, raccontini, invenzioni fantastiche. Nel 1984 le risposte di Gianni Rodari vennero raccolte per la prima volta da Marcella Argilli in un volume che si aggiunse alla copiosa bibliografia del maestro di Omegna.

giovedì 2 maggio 2013

Il Dottor Živago: dal romanzo al film


IL DIRITTO DI RI-LEGGERE: SEGUIAMO I CONSIGLI DI PENNAC

- Rileggere quel che una prima volta ci aveva respinti, rileggere senza saltare nessun passaggio, rileggere da un’altra angolazione, rileggere per verificare […] Ma rileggiamo soprattutto in modo gratuito, per il piacere della ripetizione, la gioia di un nuovo incontro […] “Ancora, ancora”, diceva il bambino che eravamo un tempo. Le nostre riletture di adulti nascono dallo stesso desiderio: incantarci di una permanenza e trovarla ogni volta così ricca di nuovi incanti.




 


 Bisognerebbe tenere in conto quello che troviamo in  Come un romanzo che fa riflettere sul passaggio da una lettura imposta al piacere di una lettura consapevole.

 “… a ben vedere nessuno ha mai tempo per leggere… E perché questa donna, che lavora, fa la spesa, si occupa dei bambini, guida la macchina, ama tre uomini, frequenta il dentista, trasloca la settimana prossima, trova tempo per leggere e quel casto scapolo che vive di rendita, no?”

Buona lettura a tutti e...abbiamo il diritto di non leggere, di saltare le pagine, di non finire un libro, di ri-leggere….


 



 "...preferenze condivise popolano l'invisibile cittadella della nostra liberta'. Noi siamo abitati da libri e da amici." 

Con questo intento condivido l'avventura-sfida del  Blog  STORIE DENTRO STORIE: avere  il tempo per ri-leggere o leggere i classici.




 ECCO ALLORA UN CLASSICO DEI CLASSICI DELLA LETTERATURA  CONTEMPORANEA RESO SCENEGGIATURA PER IL FILM OMONIMO

Il Dottor Živago ( До́ктор Жива́ro) è un romanzo di Boris Leonidovič Pasternak, pubblicato in anteprima mondiale in Italia nel 1957 dalla Casa Editrice Feltrinelli. Si  narra la vita di un medico e poeta, Jùrij Andrèevič Živàgo, diviso dall'amore per due donne e coinvolto negli eventi della rivoluzione di ottobre.
Il romanzo ha una trama che si snoda nell’arco di mezzo secolo, comincia alla vigilia della prima rivoluzione del 1905 e si conclude con la fine della seconda guerra mondiale: inevitabilmente tutta la vita dell’autore vi si rispecchia, anche se Pasternak negò sempre che Zivago fosse lui stesso. Certamente il romanzo rappresentava la realtà del suo tempo:  una piccola folla di  personaggi ben inserita nel quotidiano, con  incontri e scontri, una realtà complicata che comprende la prima guerra mondiale, la rivoluzione, la guerra civile. Proprio per queste sue caratteristiche è quasi impossibile riassumere la complessa trama dl romanzo, ma ci si proverà !!!
Jury Zivago, figlio di un ricco industriale, perduta la madre a dieci anni cresce, come era cresciuto Pasternak, in un ambiente di intellettuali. Come il suo autore, Zivago studia filosofia, ama la poesia, pur esercitando la professione di medico. Nel romanzo è descritta l’adolescenza di Pasternak e quella di Tonja Gromiko, la sua futura moglie.

Durante la guerra Zivago si sposa e a causa della rivoluzione è costretto a fuggire in Siberia con la moglie. Durante questo forzato soggiorno Zivago reincontra Lara. L’aveva vista per la prima volta nel 1905: era entrato per caso nella stanza dell’albergo dove la madre di Lara aveva tentato di suicidarsi. Ora - 1917 – è infermiera in un ospedale e sta cercando il marito Antipov disperso dopo un attacco. Due anni dopo la ritrova “per caso” in una biblioteca di Juratin. Il caso!  Sia come sia, con quanta maestria Pasternak sa manovrare questo “caso”!