I MOTIVI
Credo fortemente che amare la natura il verde che ci circonda sia avere consapevolezza che vivere tutelando la Natura sia una necessità per noi stessi, per il nostro benessere e la nostra
salute.
Conoscere poi attraverso SCRITTORI E SCRITTRICI di ogni epoca quanto l'Ambiente sia stato celebrato in opere letterarie, ha potenziato il mio interesse ed affinato la mia ricerca.
E’ arrivato così il momento di iniziate QUESTO PERCORSO INSIEME...
Inizio questa rubrica settimanale dedicata all'ambiente introducendo "Elizabeth and her German garden", Il giardino di Elisabeth, assoluto bestseller del 1898, che superò gli autori allora alla moda: ” nel giardino Elisabeth legge, sogna,
prepara la sua carriera di scrittrice. Nella cura delle piante e dei
fiori, nella maternità, nel trascorrere delle stagioni, nella fuga
della distruttività dei rapporti sociali..."
Elizabeth von Arnim scrisse 21 romanzi, era piccola, carina, elegante, spiritosa, colta; il suo primo romanzo venne pubblicato anonimo nel 1898 ed ebbe tanto successo che Elizabeth rimase il "nom de plume" di Mary
Annette.
Nel ricercare notizie sull'autrice mi è saltata all'occhio questa citazione:"
"E' il giardino il posto in cui vado a cercare rifugio e riparo, non la casa (...) là fuori i doni del cielo mi si affollano intorno a ogni passo (...) è là che mi rammarico della cattiveria che c'è in me, di quei pensieri egoisti che sono molto peggiori di quanto sembri; è là che tutti i miei peccati e le mie stupidaggini sono perdonate, là che mi sento protetta e a mio agio, e ogni fiore, ogni erba è un amico e ogni albero è un amante".
"E' il giardino il posto in cui vado a cercare rifugio e riparo, non la casa (...) là fuori i doni del cielo mi si affollano intorno a ogni passo (...) è là che mi rammarico della cattiveria che c'è in me, di quei pensieri egoisti che sono molto peggiori di quanto sembri; è là che tutti i miei peccati e le mie stupidaggini sono perdonate, là che mi sento protetta e a mio agio, e ogni fiore, ogni erba è un amico e ogni albero è un amante".
Notizie sulla sua vita ci raccontano che dopo
qualche anno passato a Berlino con il marito, da lei denominato "l'Uomo di Rabbia", viene
presa la decisione di sfruttare la residenza di campagna della famiglia.
Ed Elizabeth, dopo aver scoperto quel luogo incantato, dallo splendido giardino, farà pressione perchè la famiglia si trasferisca in campagna.
"Questo
è più un luogo incolto e selvaggio che un giardino. Per venticinque
anni non ha vissuto nessuno nella casa, e tanto meno nel giardino, ed
è un posto così incantevole che la gente che avrebbe potuto viverci
e non l'ha fatto, preferendo deliberatamente gli orrori di un
appartamento in città, dev'essere appartenuta a quella schiera di
persone senz'occhi e senz'orecchie di cui il mondo sembra per lo più
composto. E senza naso, anche se non sta bene dirlo; ma la maggior
parte della felicità che io provo in primavera è dovuta all'odore
della terra bagnata e delle foglie novelle".
Un
giardino che ormai non esiste più ma che lei, una volta presa dimora lì,
trasforma e plasma a suo gusto. Giardino luogo di lettura e passeggio,
luogo di gioco con le figlie, le Bimbe d'Aprile, Maggio e Giugno. Il
privilegio dell'ozio e del coltivare, oltre alla terra, le proprie
passioni.
Consiglio questo BLOG PAROLE IN PENTOLA oppure un articolo da LA RIVISTA CULTURALE in cui si tratteggia come nel giardino di casa sua, Elizabeth solitaria, osserva le
piccole cose godendo di quel piacere intimo che si trova nella quiete,
nelle piante.
“In alcuni giorni molto speciali, divini, come oggi, ho
effettivamente desiderato che ci fosse qualcun altro a godere di questa
bellezza con me. Nella notte c’è stata la pioggia e tutto il giardino
sembra cantare, non solo gli instancabili uccellini, ma anche le piante
vigorose, l’erba e gli alberi sono felici, i cespugli di lillà – oh,
quei cespugli di lillà! I fiori sono tutti usciti fuori oggi, e il
giardino è intriso del loro profumo. Ne ho portato in casa a bracciate,
raccoglierlo è un piacere, e ogni piatto e ciotola e vaso è pieno di
gloria viola. I domestici pensano che ci sarà una festa e vanno svelti
mentre vado di camera in salotto a guardare la dolcezza dei fiori, e le
finestre sono tutte spalancate in modo da unire il profumo dentro al
profumo fuori. I camerieri scoprono a poco a poco che non vi sarà
nessuna festa e si chiedono perché la casa debba essere riempita di
fiori per una donna da sola, e cosi bramo sempre di più per uno spirito
affine – sembra così da avidi avere tanta bellezza solo per sé. Ma le
anime gemelle sono molto, molto rare, così che quasi potrei
accontertarmi di piangere con la luna. E’ vero che il mio giardino è
pieno di amici, solo che sono muti”.
PERCHE' TRATTARE DI QUESTA AUTRICE E DEL SUO LIBRO COSI'SINGOLARE?
Qualche
giorno fa ho avuto l'opportunità di visitare un dei più bei giardini
che abbia mai ammirato - pur se nativa della zona tuderte e ora quasi stanziale
in periodo di pensione- Il giardino si trova in località
Monticello, nelle vicinanze di Todi, in una luogo appartato ma che si
apre a panorami che, a seconda della stagione, si ammirano tra la
nebbia o sotto il sole.

Come si legge , in un sito dedicato, due "inesperti giardinieri", Gabriella e Gerardo Lizza hanno
trasformato con tempo, passione, studio e lavoro quella zona che una volta
erano campi coltivati
UN ANGOLO DEL GIARDINO |
COME E' NATO IL GIARDINO?
E' un giardino dalla vista d'insieme scenografica che si coniuga con la passione per la botanica
e il giardinaggio.
La signora di Monticello, Gabriella, così si racconta in un articolo scritto per il sito dell'Associazione "Giardini aperti": "Una rosa mutabilis sulla strada, un piccolo viale
fra due campi di ulivi, un grande ciliegio, una casa di campagna sulle
colline dell'Umbria. E poi il giardino, nato su quello che era un campo
di grano, attraverso un percorso lento iniziato dal casuale incontro su
una bancarella con il libro di Vita Sackville West (1)"
Vita Sackville-West
(1892-1962) è per la maggior parte degli amanti del Verde una straordinaria
scrittrice di giardini ed ecco la
nuova edizione italiana della
quinta raccolta dei suoi articoli giornalistici , Il libro illustrato del giardino, a
cura di Robin Lane Fox (Elliot edizioni, traduzione di Marta Suatoni,
illustrazioni di Freda Titford, fotografie realizzate
a Sissinghurst di Ken Kirkwood), un libro da tenere nello scaffale più in vista che si sia o meno appassionati di piante.
Per l'aristocratica Vita Sackville-West il giardino del castello di Sissinghurst fu un'opera d'arte, come scrive Claudia Gualdana in Eva e la rosa, Vallecchi, Firenze
e ci rammenta come nella sua corrispondenza privata
Vita citava fiori con naturalezza e con ogni
pretesto, o raccontava di paesaggi visti
nei suoi viaggi, o del suo giardino, il celebre
Sissinghurst. A Virginia Woolf, la più importante
scrittrice del circolo di Bloomsbury scrisse che
stava preparandole un piccolo giardino in
una ciotola da semi, con rocce piccolissime e la celebre scrittrice Virginia Wolf ne rimase incantata.
Ed ecco come , Gabriella, la Signora di Monticello
MONTICELLO (2) |
sia rimasta colpita dai riferimenti poetici e dall'aurea romantica, delle " mimose al vento che si muovono come soffici anatroccoli" , o dai consigli su come curare le piante e come progettare giardini, soprattutto dal suo famosissimo giardino bianco, etereo, lunare e virginale, ai giardini bi o tri colore.
La lettura di questo particolare libro scandito in capitoli che
corrispondono ai mesi dell'anno, con disegni di Freda Titford, mostra
i fiori di Vita che compongono un calendario amoroso, dove i
gigli Kaffir, le lobelie e le mimose persiane sono i protagonisti di
una fantastica commedia. E si impara che l'iris predilige «il
pacciame e la sabbia», che le aquilege si incrociano tra loro «con
un senso morale che lascia a desiderare».
"Fare" un
giardino come lo desideriamo e che rispecchi la nostra personalità,
ce lo insegna Vita, non è un banale passatempo ed oggi il suo
giardino
bianco è diventato una tendenza che forse ha ispirato anche il
giardino di Monticello o altri giardini del territorio umbro.
La nostra Vita consigliava di usare "la tavolozza completa della natura...è divertente fare giardini monocolori, ma se pensate che un solo colore possa essere monotono, usatene due, anche tre, sempre che i colori siano felicemente accostati, il che talvolta è cosa più facile da ottenersi con le piante che con gli uomini»
La nostra Vita consigliava di usare "la tavolozza completa della natura...è divertente fare giardini monocolori, ma se pensate che un solo colore possa essere monotono, usatene due, anche tre, sempre che i colori siano felicemente accostati, il che talvolta è cosa più facile da ottenersi con le piante che con gli uomini»

E Gabriella Lizza dal sito ci racconta ancora del suo giardino scenografico:" L'amore per la lettura
si è unito a una visione scenografica degli spazi, in alcune parti
raccolti e avvolgenti, in altre aperti sulla campagna e sui boschi circostanti.
Ogni area ha una sua caratteristica. In una prima zona spiccatamente primaverile
fioriscono prunus, peonia, wisteria, syringa
e spiraea. Scendendo dal portico si arriva al cuore del giardino:
un prato dominato da un tiglio e circondato da piante in grado di offrire
interesse durante tutto l'anno: malus da fiore, punica granatum,
philadelphus, iris. Ovunque una profusione di rose,
dalla gigantesca Fantin Latour, alla prediletta M.me Carrière,
agli ultimi arrivi Generale Shablikine e Le Vesuve.
(1)Per quindici
anni, ogni settimana, 810 in tutto,
Victoria Sackville-West -
ribattezzata «Vita» dalla madre
- una donna che amava le donne, scrisse di
giardini e piante il sabato, sulle pagine del
quotidiano Observer.
(2) Monticello: antichissima proprietà
della famiglia Astancolle, fu così chiamato in quanto si trovava sopra
un piccolo colle (monticulus). Nel 1426 vi si rifugiarono i peggiori fra
i ghibellini degli Astancolle, mentre nel 1499 ospitò i seguaci di
Altobello Chiaravalle, rischiando così la distruzione da parte della
città di Todi. La torre è ancora quella dell'epoca
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