domenica 4 novembre 2012

IL GRAND TOUR: ECCO PERCHE' "CAMERA CON VISTA" EBBE SUCCESSO - SPIGOLATURE DAL GRUPPO DI LETTURA LETTURA

   

 

 



Attrazione Toscana -  Romanticismo... 

 

Assolutamente no, anglosassoni attratti e sedotti dai piaceri di spirito e carne: curiosità e non dopo la lettura e analisi del romanzo "Camera con vista".

Ciò che mi ha colpito è perché gli inglesi fossero sempre, e ancor oggi, fissati con la Toscana (testimone l'ex primo ministro Blair ed altri illustri personaggi).
I viaggiatori inglesi del periodo dell'Illuminismo, per i quali il Grand Tour nel "Continente" rappresentava il massimo coronamento degli studi classici, appartenevano obbligatoriamente all'aristocrazia. E attraverso le pagine più significative dei loro diari di viaggio si andava alla scoperta  di una Toscana la cui immagine stereotipata è  giunta fino a noi.

   Il Grand Tour 

 
Questa espressione venne usata per la prima volta da Richard Lassels ("Voyage of Italy"-  1670)   e riscontrò un notevole successo, tanto da essere alla moda - se così posso dire  -, fino all'Ottocento. Il Grand Tour era  il momento conclusivo dell'educazione umanistica inglese, un viaggio, che poteva durare alcuni mesi o addirittura anni, attraverso vari Paesi europei (Francia, Svizzera, Germania, Fiandre)  ma la  meta classica era  rappresentata dall'Italia

03

  

Ecco perché in molti casi si parla semplicemente di "viaggio in Italia", anche se in realtà erano visitati anche altri Paesi. Il Grand Tour, fino alla seconda metà del '700, era il completamento  di chi avrebbe dovuto avere un ruolo importante nella classe dirigente inglese e, se all'inizio questo spettava solo alla nobiltà,  successivamente il fenomeno coinvolse  sempre più la ricca borghesia emergente. 
Alcuni tra i principali esponenti della cultura europea di allora poterono  intraprendere questa esperienza lasciandoci  interessanti descrizioni in diari di viaggio che diventarono molto spesso  veri e propri best-sellers dell'epoca. 

La pratica si era diffusa già dal 1630 tra le elites culturali del nord Europa quale esperienza necessaria anche per ogni artista che volesse "formarsi" direttamente all’arte e alla cultura, insieme a quella classica. Dobbiamo ricordare che la pratica del viaggio si diffuse assai in tutta Europa grazie anche alla riscoperta del valore della classicità; più tardi subì  una nuova accelerazione dopo le scoperte archeologiche di Pompei ed Ercolano, che segnarono indelebilmente la cultura degli anni Quaranta del secolo.


                    

Per questo motivo il viaggio per eccellenza, il più ambito, è il viaggio in Italia, tra Venezia, Firenze, Roma, Napoli e  Palermo, senza peraltro disdegnare i numerosissimi centri minori, le cento città di cui l’Italia può vantarsi. Pittori, architetti, musicisti, letterati e poeti percorrono il nostro paese alla ricerca delle fondamenta della cultura europea, delle bellezze paesaggistiche e artistiche ma anche degli usi e dei costumi degli abitanti.

  Come si è potuto notare nel romanzo "Camera con vista" la maggior parte dei viaggiatori è di giovane età e accompagnata da fidati tutor più anziani, ‘precettori viaggianti’ di maggior esperienza e fama (ma anche di ridotte possibilità economiche) con il compito di stabilire mete e finalità del viaggio. Tra il 1760 e il 1780 anche le donne iniziano a viaggiare, preannunciando la successiva e feconda stagione delle viaggiatrici romantiche.

  Minuziose descrizioni di opere d’arte e paesaggi, considerazioni di natura urbanistica, quadretti spesso sagaci di vita sociale e mondana, racconti di costume: i temi trattati nel voyage par lettres sono varii ed  espressione delle personali e diversissime motivazioni dei viaggiatori, pur sempre dettati dall’esigenza (non sempre raggiunta, peraltro) della trascrizione fedele. L’intento della traduzione letteraria del viaggio settecentesco è infatti quello dell’oggettività: non commenti salottieri e aneddoti, ma incentrarsi sui dati oggettivi, sul taglio da cronaca adatto al fine informativo e – diremmo oggi  - quasi didattico. Anche da un punto di vista geografico, il passaggio per la Toscana, delimitata ad ovest dal mare e ad est dagli Appennini, era obbligato: attraverso di esso corrono le principali vie di comunicazione e l'itinerario adriatico che unisce Bologna a Roma - percorso dai viaggiatori preferibilmente sulla via del ritorno - era meno battuto (Tongiorgi, 1990).

Viaggio da Ponte Centino a Pienza in una carta settecentesca                                   

Diverse le possibilità di accesso  a seconda della città da cui il viaggiatore proveniva. Tra le diverse opzioni,  alcune statisticamente più frequentate: la prima quella che raggiunge direttamente Firenze e da lì procede per visitare le città della costa, lasciando poi la regione o attraverso Siena e la via Francigena oppure attraverso l'asse Arezzo-Perugia. In sostanza gli snodi principali del viaggio in Italia, percorsa in direzione nord-sud (almeno fino a quando, nell'Ottocento, la Sicilia e il Mezzogiorno costituirono nuovo motivo di attrazione), furono e rimasero (fino a tutt'oggi) le nostre città d'arte, con Roma e Venezia, Napoli e Firenze in grande  rilievo. 


                              


Una curiosità: gli inglesi non si sarebbero degnati di visitare nessun luogo che non fosse già sulla bocca di tutti, misurarsi sull'esperienza dei visitatori precedenti era abitudine comune ai viaggiatori di ogni provenienza. Le ragioni di questa "continuazione" dipesero in gran misura dalla guidistica e dalla letteratura che servivano di vademecum per i viaggiatori, oltre che dal potentissimo ascendente del 'sentito dire"
Ma "Firenze...è bella al limite del possibile e possiede tutto ciò che può incantare gli occhi" così scrive Gray.
E anche Spence  sostiene che "Firenze è davvero un luogo piacevolissimo dove abitare: la valle dell'Arno è una delle più belle del mondo, e la città stessa, per palazzi, statue e dipinti, è tra le prime in Italia".
Questi  viaggiatori avvertono, a Firenze, qualcosa di particolare rispetto al resto dell'Italia, nel gusto dei toscani che credono di ritrovare solamente nell'architettura: Firenze sembra essersi accaparrata i tesori della terra intera. E' quello che gli antichi poeti dicono della Gran Bretagna, "Un mondo a sé, pieno di meraviglie".(John Boyle)














26



 


                                           









 "Non potete immaginarvi una posizione più incantevole di quella di Firenze. E' adagiata in una fertile e ridente valle, irrorata dall'Arno, che scorre attraverso la città, e nulla può sorpassare la bellezza e magnificenza dei suoi edifici pubblici, specialmente della cattedrale, la cui imponenza mi riempie di meraviglia. I palazzi, le piazze, le fontane, le statue, i ponti, non soltanto sono pieni di eleganza e di nobiltà, ma dimostrano un gusto tutto diverso da quello che regna negli edifici pubblici di altri paesi." (Lady Mary Wortley Montagu)


Lady Mary Wortley Montagu From The Letters of Horace Walpole Noel Memorial Library, Louisiana State University in Shreveport
LADY MONTAGU
          






                                    


venerdì 2 novembre 2012

ISPIRAZIONI POETICHE...DOPO ROMANZI DOC



 
Jane Eyre  - Charlotte Bronte

Ti abbiamo cercata e inseguita,
Il tuo sguardo di curioso uccellino,
irrequieto prigioniero dei tempi,
ha donato dolce primavera
alle nostre  anime  appassite.

Con te abbiamo buttato il cuore "oltre la siepe"
Siamo corse come te verso l’amore,
Anima accorta e dolce compagna.

Creature umane libere di libera volontà,
come te si è scelta la rete per intrappolarci,
col coraggio di scappare, restare pur se mute.

SIMO 2000

Dillo col  linguaggio dei fiori 

Camelia: affidarsi alla protezione dell’amato.




 
LA CONFESSIONE DI MR. ROCHESTER

Mi son messo su un' erta
senza poi ritrovare il cammino
indomabile son qual canna al vento.

Jane mi ha preso con il suo coraggio
Decisa creatura, libera e selvaggia.
L’anima mia si rallegra colla sua compagnia
Non vende l’anima per comperare la felicità.

Simo 2000




SIMO 2000

HAIKU PER EMMA

ESPERIENZA

Il viso stanco
negli occhi la luce
la vita vissuta


EMMA

Cuore libero:
rincorrere un sogno
senza paura

PICCOLA DONNA

Senza tremare
continua il cammino
vivi la sfida





LA RAGIONE E IL SENTIMENTO: JANE AUSTEN

Con ragione e sentimento, Jane,
prendi questo universo chiuso,
fiorito di pregiudizi e convenienze,
colle regole di un galateo incontestabile,
gli snobismi e opportunismi,
lo fai attraversare da giovani donne
da donne mature incontro a uomini giovani e vecchi.
I tuoi personaggi li poni in cornice
li osservi, descrivi nel profondo
delle donne ne fai protagoniste assolute:
vogliono innamorarsi, vivere, sposarsi.
Donne che si concedono con passione
Donne discriminate, per un po’ perdenti.
Alla fine anche noi siamo Emma, Elizabeth, Fanny, Anne

 



 CAMERA CON VISTA

Svegliandosi presto di mattina
se ne andava a guardare dalla finestra.
Ricordandosi le intime battaglie
osservava l’ameno paesaggio.

Assaporava scene illuminate e radiose
e tentava di scrutarne i particolari.
Da dentro vedeva quel che era escluso ai suoi occhi
e le lacrime raffreddavano le sue giornate.

Le pervenivano bagliori lontani
di inconsapevole tenero amore.