mercoledì 9 ottobre 2013

30 SETTIMANE DI LIBRI... QUESTO MARTEDI' APPUNTAMENTO CON TABUCCHI E I NODI DELLA SCRITTURA




Narrare deriva dal latino gnarus, conosciuto, noto;  i-gnarus, non conosciuto: igno-rare significa quindi non conoscere, non narrare.
Ci suggerisce Tabucchi che  "la figura di scrivano ad esempio in “Tristano muore”, deve essere assolutamente taciturno, è diligente, trascrive e viene persino maltrattato dal narratore, è uno scrivano che accetta la terribile condizione del protagonista di questo libro alla fine dell’esistenza, è uno scrivano che sa entrare in empatia non solo con la narrazione ma anche inempatia umana con chi, sentendo che la vita gli sfugge, ha bisogno di strapazzare, di entrare in conflitto con lo scrivano, che non reagisce, che accetta, perché conosce quale sia la sorte imminente".
 
Da qui prendo lo spunto per consigliare di indagare il mistero di "Dietro l'arazzo" di Tabucchi, insieme a Zelda write. Entriamo insieme  in  un'officina fatta di ispirazione e di tecnica, di slanci e di ripensamenti, di intuizioni e di errori in cui si produce un'opera d'arte.
 Questo piccolo e preziosissimo libro in forma dialogica ,serve a Tabucchi per esplorare  con precisione, fra ironia e malinconia, come  nascono le parole e diventano poesia, racconto, romanzo. Egli si domanda:" Quanto è legato ciò che scriviamo a ciò che siamo? La vita e la letteratura sono sullo stesso piano? E che cosa significa "raccontare la vita"? 
 
Le risposte - come sempre in Tabucchi - si intrecciano ad ulteriori domande. Lo scrittore interroga se stesso e chiede aiuto agli autori e alle opere amate:  Pessoa,  Rilk,  Conrad; i  miti classici , il  cinema di Fellini e di Kubrick; si affida alla  filosofia, a psicanalisi, la biologia e l'economia. Tutto questo per ricercare il senso più profondo del "fare letteratura", il nucleo  più nascosto: "Quello che mi interessava - dice Tabucchi - non era guardare le figure dell'arazzo, ma tutti i nodi e i fili che stanno dietro al tappeto". In altre parole "arrivare  a vedere e capire il "rovescio" della tessitura che è la scrittura. 
 
IL LIBRO

Dietro l'arazzo: conversazione sulla scrittura 

 Dietro l'arazzo: conversazione sulla scrittura

 Per Tabucchi esistono mille ragioni per fare letteratura, mille ragioni per scrivere.

 Si scrive per paura? Per coraggio? Per sentirsi vivi? Per allontanare l’idea della morte? Per credere in noi stessi? Per gioco? Per serietà? Forse perché la vita non basta. Credo che si scriva per questo e altre mille ragioni ancora. Forse, chi scrive, anche per tentare di capire meglio, vuole tentare di conoscere.

 

Antonio Tabucchi  ci invita a sollevare quell'arazzo che è l'intreccio della scrittura per capire ispirazione,  tecnica,  slanci e ripensamenti,  intuizioni e  errori con  cui si produce un’opera d’arte. In questo piccolo e prezioso libro in forma  dialogica, egli  esplora con precisione,   fra ironia e malinconia, il terreno su cui nascono le parole e diventano poesia, racconto, romanzo.
Quanto è legato ciò che scriviamo a ciò che siamo? La vita e la letteratura sono sullo stesso piano? E che cosa significa “raccontare la vita”?
 Le risposte – come sempre in Tabucchi – si affollano di ulteriori domande. Lo scrittore interroga se stesso e chiede aiuto agli autori e alle opere amate: da Pessoa a Rilke a Conrad, dai miti classici al cinema di Fellini e di Kubrick; chiama in causa la filosofia e la psicanalisi, la biologia e l’economia. Tutto alla ricerca del senso più profondo del fare letteratura, che è anche quello più nascosto: «Quello che mi interessava – dice Tabucchi – non era guardare le figure dell’arazzo, ma tutti i nodi e i fili che stanno dietro al tappeto». Arrivare, insomma, a vedere e capire il «rovescio». Ma è davvero possibile? O è soltanto un’illusione?


Le parole e le idee di uno dei più grandi scrittori europe, come leggiamo in un articolo su La Stampa, del secondo Novecento, involontario elogio della letteratura


ottimo spunto per chiunque s’interroghi sulla scrittura. - See more at: http://zeldawasawriter.com/2013/10/antonio-tabucchi-e-i-nodi-dellarazzo/#comments
APPROFONDIMENTI INTRECCI E  DIDATTICA

L'Arazzo di Bayeux è una stoffa ricamata proveniente dalla Normandia di altezza circa 50 cm e di lunghezza di circa 68 m e risalente alla seconda metà dell'XI secolo. Le rappresentazioni dell'arazzo descrivono gli avvenimenti che riguandano la conquista normanna dell'Inghilterra del 1066, in particolare la battaglia di Hastings.
La tapisserie de Bayeux è stato realizzato in lana di otto colori naturali su delle pezze di lino grezzo, confezionato tra il 1070 e il 1077 a Canterbury o nei dintorni, per decorare il palazzo vescovile di Bayeux. Essendo costituito da una serie di immagini distinte, molti storici lo ritengono un antenato del fumetto, in cui vengono presentati ben 126 personaggi e le scene sono commentate in latino. L'importanza dell'arazzo sta nelle informazioni che ci trasmette sulla società di allora, quale fosse l'abbigliamento dell'epoca, come erano costruiti i castelli, le navi utilizzate, ed altro
Nel 2007 l'UNESCO ha decretato l'inserimento dell'opera d'arte all'interno dell'Elenco delle Memorie del Mondo.

 ECCO QUI DI SEGUITO UN ECCEZIONALE DOCUMENTO: ANIMAZIONE E DIDATTICA VIVA



lunedì 7 ottobre 2013

RUBRICA VERDE DEL LUNEDI': L'AMBIENTE VERDE...CHI LO AMA CI SEGUA

I MOTIVI 

  Credo fortemente che amare la natura il verde che ci circonda sia  avere consapevolezza che vivere tutelando la Natura sia una necessità  per noi stessi, per il nostro benessere e la nostra salute.
Conoscere poi attraverso SCRITTORI E SCRITTRICI di ogni epoca quanto l'Ambiente sia stato celebrato in opere letterarie, ha potenziato il mio interesse ed affinato la mia ricerca.

E’ arrivato così il momento di iniziate QUESTO PERCORSO INSIEME...
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Inizio questa rubrica settimanale dedicata all'ambiente introducendo "Elizabeth and her German garden", Il giardino di Elisabeth,  assoluto bestseller del 1898, che superò gli autori allora alla moda: ” nel giardino Elisabeth legge, sogna, prepara la sua carriera di scrittrice. Nella cura delle piante e dei fiori, nella maternità, nel trascorrere delle stagioni, nella fuga della distruttività dei rapporti sociali..."
Elizabeth von Arnim scrisse 21 romanzi, era piccola, carina, elegante, spiritosa, colta; il suo primo romanzo  venne pubblicato anonimo nel 1898 ed ebbe tanto successo che Elizabeth rimase il "nom de plume" di Mary Annette.
Nel ricercare notizie sull'autrice mi è saltata all'occhio questa citazione:"

 "E' il giardino il posto in cui vado a cercare rifugio e riparo, non la casa (...) là fuori i doni del cielo mi si affollano intorno a ogni passo (...) è là che mi rammarico della cattiveria che c'è in me, di quei pensieri egoisti che sono molto peggiori di quanto sembri; è là che tutti i miei peccati e le mie stupidaggini sono perdonate, là che mi sento protetta e a mio agio, e ogni fiore, ogni erba è un amico e ogni albero è un amante".

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Notizie sulla sua vita ci raccontano che dopo qualche anno passato a Berlino con il marito, da lei denominato "l'Uomo di Rabbia", viene presa la decisione di sfruttare la residenza di campagna della famiglia. Ed Elizabeth, dopo aver scoperto quel luogo incantato, dallo splendido giardino, farà  pressione perchè la famiglia si trasferisca in campagna.

"Questo è più un luogo incolto e selvaggio che un giardino. Per venticinque anni non ha vissuto nessuno nella casa, e tanto meno nel giardino, ed è un posto così incantevole che la gente che avrebbe potuto viverci e non l'ha fatto, preferendo deliberatamente gli orrori di un appartamento in città, dev'essere appartenuta a quella schiera di persone senz'occhi e senz'orecchie di cui il mondo sembra per lo più composto. E senza naso, anche se non sta bene dirlo; ma la maggior parte della felicità che io provo in primavera è dovuta all'odore della terra bagnata e delle foglie novelle".

 Un giardino che ormai non esiste più ma che lei, una volta presa dimora lì, trasforma e plasma a suo gusto. Giardino luogo di lettura e passeggio, luogo di gioco con le figlie, le Bimbe d'Aprile, Maggio e Giugno. Il privilegio dell'ozio e del coltivare, oltre alla terra, le proprie passioni.

Consiglio  questo BLOG PAROLE IN PENTOLA    oppure un articolo da LA RIVISTA CULTURALE in cui si tratteggia come nel giardino di casa sua, Elizabeth solitaria, osserva le piccole cose godendo di quel piacere intimo che si trova nella quiete, nelle piante.

“In alcuni giorni molto speciali, divini, come oggi, ho effettivamente desiderato che ci fosse qualcun altro a godere di questa bellezza con me. Nella notte c’è stata la pioggia e tutto il giardino sembra cantare, non solo gli instancabili uccellini, ma anche le piante vigorose, l’erba e gli alberi sono felici, i cespugli di lillà – oh, quei cespugli di lillà! I fiori sono tutti usciti fuori oggi, e il giardino è intriso del loro profumo. Ne ho portato in casa a bracciate, raccoglierlo è un piacere, e ogni piatto e ciotola e vaso è pieno di gloria viola. I domestici pensano che ci sarà una festa e vanno svelti mentre vado di camera in salotto a guardare la dolcezza dei fiori, e le finestre sono tutte spalancate in modo da unire il profumo dentro al profumo fuori. I camerieri scoprono a poco a poco che non vi sarà nessuna festa e si chiedono perché la casa debba essere riempita di fiori per una donna da sola, e cosi bramo sempre di più per uno spirito affine – sembra così da avidi avere tanta bellezza solo per sé. Ma le anime gemelle sono molto, molto rare, così che quasi potrei accontertarmi di piangere con la luna. E’ vero che il mio giardino è pieno di amici, solo che sono muti”.

PERCHE' TRATTARE DI QUESTA AUTRICE E DEL SUO LIBRO COSI'SINGOLARE?

giovedì 3 ottobre 2013

CON LA SIGNORA HARRIS, UN ARRIVEDERCI AL SIMPATICO GRUPPO DI LETTURA





"Grazie al Gruppo di Lettura di Bryce's House ho avuto la fortuna di conoscere amiche meravigliose, grazie di cuore a tutte voi!" così si congeda da noi la curatrice di questo Blog Gruppo di lettura on line: un angolo per fare delle  esperienze  di lettura condivise, stare in compagnia mese per mese e spesso  colmare anche dei momenti tristi e melanconici che nella quotidianità esistono. A me personalmente mancherà questo appuntamento ma spero che tra qualche tempo ci si possa riunire ancora nel salotto …di Bryce's House.

Il mese di Ottobre è appena iniziato e il libro di Settembre, "La signora Harris", l'ho già riposto nello scaffale dedicato ai libri letti insieme al Gdl.
   

Paul Gallico (1),  l'autore,  è uno scrittore americano scomparso nel 1976,  famoso soprattutto per il suo romanzo The Snow Goose (La principessa smarrita) e  per la serie dedicata alla signora Harris (o 'Arris, come pronuncia lei stessa il proprio  cognome, con l'accento cockney, l'accento di Londra). La signora Harris fu pubblicato originariamente nel 1958 come il primo di quattro romanzi: Mrs Arris Goes to New York, Mrs Arris Goes to Parliament e Mrs Arris Goes to Moscow, nessuno di questi tradotto in italiano  e quasi tutti fuori catalogo anche in lingua originale, mentre  il primo e il secondo volume sono stati  ristampati insieme dalla casa editrice Bloomsbury.

 COME SI ENTRA NELLA STORIA DELLA SIGNORA HARRIS?

 La signora Harris (P. Gallico) - Venerdì del libro
La signora Harris, vedova da venti anni  è una matura domestica a ore, Ada,  londinese, veste con un cappottino spelacchiato, un  cappello di paglia verde ornato con una simpatica  rosa che ciondola da un lato. La sua è una vita semplice da non potersi togliere mai un capriccio se non quelli tipicamente inglesi del tè delle cinque e della schedina su cui punta  tre pennies alla settimana. Cosa mai può succedere a questa donna attempata e senza molti mezzi?

Ma un giorno, rimettendo a posto la stanza della raffinata ed elegante Lady Dant, una delle tante persone facoltose per cui lavora, la signora Harris vede...
 
"Uno era un lembo di cielo di pizzi e chiffon color crema e avorio, mentre l’altro era una specie di fuoco d’artificio di raso e taffetas cremisi. Mrs Harris non aveva mai visto niente di così bello. [...] In quel preciso momento era nata in lei la smania di possedere un vestito così. [...] Assolutamente soggiogata , se ne stava lì a fissarlo appoggiata alla scopa, colle ciabatte ai piedi, la polvere tutt’intorno e i capelli pochi e radi che le cadevano sugli orecchi".

 Da quel momento i pensieri della signora Harris sono esclusivamente per l'abito di Dior che ha deciso di acquistare non appena riuscirà a mettere da parte l'incredibilmente alta cifra che le serve per acquistarlo.

Nella realtà con  il buon senso che taglia ogni desiderio, Ada Harris richiuderebbe l’armadio e non ci penserebbe più. Ma il  romanzo deve evidenziare il fatto che è ordinariamente bello  cullare un desiderio anche quando questo sia palesemente  futile e folle.

 Ada Harris perde letteralmente la testa per quel  sontuoso e regale abito Dior (2) e se ne innamora cosi tanto che risparmierà per anni, persino sulle tazze da tè, per potersi permettere di andare a Parigi (la signora Harris in vita sua non è mai andata nemmeno a Liverpool) e, con i soldi che avrebbe messo da parte nella borsetta, presentarsi alla Maison Dior.
Erano gli anni del dopoguerra in cui non esistevano le settimane della moda ( Fashion week),  gli abiti si ammiravano veramente, e solo su invito negli atelier, e venivano cuciti su misura. Eppure, in un modo o nell'altro, la signora Harris riuscirà a portarsi a casa l'abito, e anche qualcosa in più: un nuovo, dolce e romantico sguardo sulla sua vita, pur rimettendoci i risparmi.
Come la signora Harris, anche per noi, uomini o donne che sia, il sogno moda è e resterà irrinunciabile e si può coniugare benissimo con gli abiti dei più grandi e noti stilisti del mondo
   
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mercoledì 2 ottobre 2013

IL GUFETTO PORTAFORTUNA: I MIEI BLOG PREFERITI DI QUESTA SETTIMANA 2


IL GUFETTO PORTAFORTUNA OGGI   VI INDICA I  BLOG AI QUALI   QUESTA SETTIMANA LASCIO IL SIMPATICO GADGET


Prendi l'immagine e portala con te, per scaramanzia
E sono alla SECONDA SETTIMANA in cui tra i blog che seguo desidero dare una maggiore visibilità ad alcuni , anche se non ne hanno bisogno  perchè BRILLANO DI LUCE PROPRIA  ma per la particolarità di  alcuni post di genere molto diverso riguardo ai temi trattati  ma  che si confanno a certi miei stati d' animo. 


 

1-...per l'eccezionalità della storia di Medea   MINOSSE E LA SUA CERCHIA  con una conclusione  di lettura trasversale:  nel post, con estrema chiarezza, si evidenzia l’inutilità di molte delle azioni umane. 





2- Nel Blog ATHENAE NOCTUA la città ideale e la storia della sua evoluzione nell' urbanistica hanno "uno stretto legame fra le vicende politiche, i protagonisti della storia e gli  interventi artistici come con l'esigenza da parte dei poteri locali, in una penisola composta da città-stato o stati regionali fortemente concentrati sulla città sede del potere, di esibire un'immagine perfetta, bella e simbolo di un'armonia non solo estetica, ma anche governativa".


Le mie foto3- Per il suo  Blog Cara Lilly la curatrice ha ricevuto un  premio come BLOG VERSATILE  e lo dedica "A TUTTI I BLOGGER CHE SEGUO E CHE MI SEGUONO", oltre a lasciarci una appetitosa ricetta per una squisita torta semplice ma delicatissima negli ingredienti


 
traboccante d'azzurro.4- Il Blog Traboccante di azzurro  inizia la bella avventura dei primi giorni di scuola: accompagnare i figlioletti ciò che  ha sempre rappresentato un'incogita per le reazioni , ma la nostra cara amica con  orgoglio e soddisfazione!...l’altro giorno ha accompagnato Chicco a scuola!, ed è proprio vero :"...basta credere in se stessi per superare le paure!" BUON INIZIO DI SCUOLA AL PICCOLO CHICCO

ARRIVEDERCI ALLA PROSSIMA SETTIMANA...

martedì 1 ottobre 2013

PER LA RUBRICA DEL MARTEDI', 30 SETTIMANE....DI LIBRI #9, OMAGGIO A JANE AUSTEN

Cari Lettori della Rubrica del Martedì, 
mi dispiace aver saltato qualche settimana per il NOSTRO APPUNTAMENTO ma oggi mi farò perdonare, segnalando una new entry nel mondo degli amanti di Jane Austen...




...infatti questo è l'anno in cui Jane Austen viene  celebrata in tutto il mondo con numerose iniziative ed anche con la ri-pubblicazioni dei suoi romanzi, trasposizioni televisive e cinematografiche, nuovi romanzi che testimoniano  una passione senza tempo per lei e per le sue opere. 
L'evento di cui voglio parlarvi è la pubblicazione da parte dell'autrice  Giovanna Zucca, del romanzo " Una carrozza per Winchester dedicato agli ultimi anni di vita di Jane Austen e alla malattia che, si dice, l'abbia colpita, nota come Morbo diAddison.





2013 E LE CELEBRAZIONI PER JANE AUSTEN 

Per  FESTEGGIARE Pride and Prejudice ibs.it ) la  casa editrice Fazi  infatti ha deciso di festeggiare con questo  romanzo originale  sugli ultimi anni di vita di Jane Austen e alla malattia che l’ha colpita. Credo che sia narrazione di finzione che però tratta della vita reale di Jane:   a leggere la critica, questo è  un romanzo che parla  anche d’amore.



LA SUA DIMORA A WINCHESTER


LA TRAMA DEL ROMANZO 

Siamo nel 1817 e  Jane Austen è colpita da una misteriosa e non conosciuta  malattia, trascorre le sue giornate nella casa di Winchester tentando di terminare il suo ultimo romanzo. La giovane Angelica Winnicott,  sua affezionata  vicina di casa,  scrive a Londra all’amica Jane Mary perché convinca suo padre, il famoso dottor Addison, a intervenire per curare l' amatissima autrice.
Sir Addison si reca a Winchester... 
WINCHESTER
 si  prodiga per aiutare la scrittrice, assistito dai fratelli di Jane, Cassandra e Henry. Con l’aiuto del collega Hodgkin, sir Addison scoprirà le cause della malattia di Jane ma non riuscirà a curarla (1). Nel frattempo, tra medico e paziente nascerà dapprima un’amicizia, poi l’amore e insieme decideranno di passare alcuni giorni a Bath
BATH 
La morte di Jane, tuttavia, metterà fine a tutto portando alla disperazione il dottore. 
Conosciamo Jane Austen come un personaggio fuori dagli schemi, arguto e brillante, ma in questo racconto romanzato dei suoi ultimi mesi di vita, accanto a questi aspetti, ne emergono altri: la fragilità, la sofferenza e un certo disincanto, oltre alla smisurata passione per la scrittura, lontana da ogni vanità.
L’autrice si è basata sulle lettere pubblicate da Jasit (Jane Austen society of Italy), di Jane alla sorella maggiore Cassandra:  testimonianza del forte legame fra le due giovani donne, legame talmente  forte che Cassandra diventerà la confidente e depositaria dei pensieri più nascosti  della sorella.
Infatti nel  romanzo di Giovanna Zucca si riportano brani di alcune di quelle lettere.

MA...COME E' MORTA LA  AUSTEN ?

"Sono convinta che Jane Austen sia stata avvelenata da arsenico', così sorprendentemente afferma una dei romanzieri inglesi leader del crimine, Lindsay Ashford nell'omonimo articolo

"Nascosto in un cassetto nel cottage Hampshire dove Jane Austen ha vissuto, c'è una teca di vetro contenente una ciocca sbiadita dei suoi capelli. Come le migliaia di turisti che visitano il luogo ogni anno, ho tirato fuori il cassetto e guardato il groviglio, senza sospettare che potrebbero essere la chiave per la sua morte prematura all'età di soli 41 nel 1817. Ma una conversazione casuale avuta nel settembre 2009, ha cambiato tutto. Ho appreso per caso da un precedente proprietario del groviglio di capelli, che il caso era stato messo in mano ad un detective. Ciò che aveva scoperto più di 60 anni fa, ha dato vita ad una mia nuova ricerca di una verità che si era considerata assurda, ossia che Jane Austen sia stato vittima di avvelenamento. E'stato quando sono andata a vivere nel villaggio della Austen tre anni fa che mi sono incuriosita sul come sia morta. Chawton

venerdì 27 settembre 2013

Una mattinata con LIA LEVI per Venerdì del Libro




Per questo fine settimana  con I VENERDI' DEL LIBRO
 L’amore mio non può di  Lia Levi

 L' amore mio non può
Devo precisare che durante  gli anni in cui sono stata impegnata come Docente di Lettere e referente di Progetti per laboratori di lettura e scrittura creativa, ho  partecipato,  con i miei studenti ed in  percorsi paralleli con altre classi, al giorno della memoria  Per non dimenticare...ogni 27 gennaio.

Perché si celebra il Giorno della Memoria? 


Questa Giornata   della Memoria si ricorda ogni 27 gennaio da 13 anni  perché in questa data le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi. Al di là di quel cancello, oltre la scritta «Arbeit acht frei» (Il lavoro rende liberi),  il mondo vide  per la prima volta da vicino quel che era successo con  lo sterminio in tutta la sua realtà. Il Giorno della Memoria è un atto di riconoscimento di questa storia: come se tutti, quest’oggi, ci affacciassimo dei cancelli di Auschwitz  e riconiscessimo il male che è stato.
E proprio per un  Giorno della Memoria proposi il testo sensibile di chi ha vissuto nell'epoca  delle leggi razziali del fascismo. Storie quotidiane di chi all'improvviso ha visto travolta la propria vita.
Lia Levi, pisana classe  1931 di famiglia piemontese, da piccolina  si trasferisce a Roma, dove vive ancora oggi. Fondatrice e direttrice di "Shalom", il mensile della comunità ebraica. Sceneggiatrice e giornalista, è autrice di romanzi per adulti e ragazzi, molto apprezzati dal pubblico e dai critici.
 Ho avuto l'opportunità di conoscerla  presso la casa della Memoria a Roma
dove spesso, dopo  essere invitata nelle scuole per parlare con i ragazzi di storia e in particolare della storia di cui è stata testimone, legge e commenta brani del suo libro sul  pregiudizio razziale e sulla persecuzione degli ebrei.

 

"L’amore mio non può" (è un verso tratto da un film con Alida Valli, accompagnò per radio gli ultimi anni della Seconda guerra mondiale).Siamo nel 1939, un uomo vola giù dal muraglione del Pincio a Roma. Non ha retto lo shock di aver perduto il lavoro a causa delle leggi razziali. Ha lasciato un biglietto dove chiede alla giovane moglie di pensare lei a salvare la loro bambina. Salvarla sì, ma come?
 File:Antisemitismo.JPG
Da questo antefatto il libro in cui viene tratteggiata la figura  di Elisa, la moglie che, rimasta sola, è costretta a cercare di cavarsela in mezzo a difficoltà di ogni genere mentre sempre di più incombono le vicende della guerra fino all’invasione nazista dell’Italia. Di esperienza in esperienza, di vicissitudine in vicissitudine Elisa, benché  diplomata maestra, si trova a dover accettare il lavoro di donna di servizio in una famiglia di ricchi borghesi ebrei cui le leggi razziali proibiscono di tenere domestici “ariani”. Ma la comune appartenenza religiosa e la comunanza di destino non la preserveranno da una serie di umiliazioni. Sarà però da questa condizione di umiliata che il destino, quel tragico giorno della deportazione degli ebrei di Roma, tirerà fuori dal suo sacco la salvezza per Elisa e la sua bambina
Il "ricordare” di Elisa ripercorre le tappe di una delle tante storie personali all’ombra della Storia.


 QUESTA E'  L'INTERVISTA CHE GLI STUDENI DELLA MIA CLASSE HANNO FATTO ALL'AUTRICE

giovedì 26 settembre 2013

IL GUFETTO PORTAFORTUNA: I MIEI BLOG PREFERITI DI QUESTA SETTIMANA


PRENDI L' IMMAGINE E TIEILA COME PORTAFORTUNA


GUFETTO PORTAFORTUNA 1 è un' iniziativa clonata dal blog Athenae Noctua (Owl Prize)   per segnalare Blog interessanti che seguo, che mi hanno colpito e che consiglio  agli altri follower.
Replico questa rubrica con un altro nome però ne cito il Promotore  (nome e relative modalità di redazione: Athenae Noctua, fonte dell'iniziativa). 

Perché GUFETTO: narra una leggenda popolare che Dio creò il mondo con tutti gli animali, ma che poi, riguardando il gufo, un po’ si pentì di averlo fatto con occhi così grandi, abitudini bizzarre e notturne. Così gli volle fare un grande dono: sarebbe diventato l’animale della buona sorte, quello che avrebbe sempre portato con sé i buoni auspici per migliorare la vita di coloro che se lo sarebbero tenuto vicino, senza averne paura. 

A chi andranno i primi  GUFETTI PORTAFORTUNA? 
 
 
1- Il Blog di Alex   ( http://cecrisicecrisi.blogspot.it/) è ricco di iniziative e contest per far comunicare i blog con suggerimenti su come gestire graficamente il proprio blog ed altro.

2. Un bel secondo posto meritano Le Librerie Invisibili con un post che pone interrogativi dopo la lettura del romanzo di una nuova autrice Non so niente di te.
Interessante l' incontro con Paola Mastrocola, autrice che anche io ho scoperto di recente attraverso la curatrice del blog Librerie invisibili che invita a leggere il suo ultimo libro.

3- Il Blog Memento Solonico angolo ricco e creativo(http://mementosolonico.blogspot.it/), come dice la curatrice, è nato per curiosità e per mettere alla prova le sue cognizioni acquisite nel tempo. Le è sempre piaciuto scrivere e condividere i suoi interessi. Quali sono? Cucinare e pasticciare, cucire,  ricamare, pitturare su tela e stoffa oltre ad essere una Nonna curiosa, denominata dal Nipote Nonna sei forte!! mentre sua figlia è orgogliosa e dice alle sue amiche:”..la mamma è su Facebook ed ora è anche Blogger, che soddisfazione !!”


4- Ma non da meno Reading at Tiffany's   Blog curato dalle Tiffany's Girls: Kait, Becky, Penny, Holly, giovani che reputano giustamente quanto i libri non i diamanti siano i migliori amici di una donna. E nel Blog, curato da tutte e quattro con recensioni sempre aggiornatissime, collaborazioni, iniziative, un mondo giovane frizzante e dinamico.


Con una strategia vincente,  ogni settimana, anche con battage su social network, il BLOG tiene IN FIBRILLAZIONE dal mercoledì a mezzanotte quelli che seguono la storia d'amore a puntate - edita solo sul blog- storia  surreale e non sense dei due protagonisti.
 E'  DIVENTATO UN EVENTO

ALLA PROSSIMA SETTIMANA CON ALTRE SEGNALAZIONI DI BLOG CHE SEGUO, INTERESSANTI E SINGOLARI


mercoledì 25 settembre 2013

RICETTE REGIONALI E I LIBRI IN CUI LE RI-TROVIAMO. 25 SETTEMBRE ...OR CHE INIZI LA RASSEGNA


Libri e letteratura molto spesso  "ci parlano " di cucina, COSI' ritrovare e raccogliere ricette tradizionali dai LIBRI LETTI è UN'INIZIATIVA DA ME ORGANIZZATA CHE TERMINERA' IL 6 NOVEMBRE.
NEL POST SI TROVA L'APPROFONDIMENTO

 
Tra i PRIMI CONTRIBUTI ECCO  Marco Fulvio Barozzi (BLOG  Scienza e letteratura: terribilis est locus iste) con QUESTO RISOTTO D'AUTORE: “Risotto alla milanese", ricetta di C. E. Gadda” 
Non è solo  questione di fame, riguarda la perizia culinaria. La prova la troviamo in un breve racconto pubblicato da Gadda sulla rivista dell’Eni, Il gatto selvatico nell'ottobre del 1959.
E' noto che cucina e narrativa hanno un lungo e consolidato rapporto. Da secoli e millenni. Non c’è scrittore che non se ne sia occupato, mettendo a tavola i suoi principali personaggi

"L'approntamento di un buon risotto alla milanese domanda riso di qualità, tipo Vialone, dal chicco grosso e più tozzo del chicco tipo Caterina, che ha forma allungata, quasi di fuso. Un riso...con il chicco qua e là coperto dai residui sbrani d’una pellicola, il pericarpo, come da una lacera veste color noce o color cuoio... cucinato a regola, dà luogo a risotti eccellenti, ricchi di quelle vitamine che rendono insigni i frumenti teneri, i semi, e le loro bucce velari. Il risotto alla paesana riesce da detti risi particolarmente squisito, ma anche il risotto alla milanese: un po' più scuro, è vero, dopo l'aurato battesimo dello zafferano. 
 
 
Recipiente classico per la cottura del risotto alla milanese è la casseruola...di rame stagnato, con manico di ferro, vecchia e pesante casseruola  ricco arredo della vecchia, della vasta cucina e faceva parte come numero essenziale del « rame » o dei «rami» di cucina,  lucidi rami figurano sull'ammattonato, a rimandare un raggio del sole che, digerito il pranzo, decade. Rapitoci il vecchio rame, non rimane che aver fede nel sostituto: l'alluminio. 

 
 La  casseruola,  tenuta  al fuoco pel manico o per una presa di feltro con la sinistra mano, riceva degli spicchi o dei minimi pezzi di cipolla tenera, e un quarto di ramaiolo di brodo, preferibilmente di manzo: e burro lodigiano di classe.
Burro, quantum prodest, udito il numero de' commensali. Al primo soffriggere di codesto modico apporto, butirroso-cipollino, per piccoli reiterati versamenti, sarà buttato il riso: a poco a poco, fino a raggiungere un totale di due tre pugni a persona, secondo l'appetito prevedibile degli attavolati: né il poco brodo vorrà dare inizio per sé solo a un processo di bollitura del riso: il mestolo (di legno, ora) ci avrà che fare tuttavia: gira e rigira.

"Io leggo italiano" SFIDA DI LETTURA



Sfida di lettura "Io leggo italiano"

COVER
Biscotti e sospetti, scritto da Stefania Bertola e pubblicato nel 2006 , evidenzia surreale e iperbolico che sono la quotidianità dei protagonisti in un cocktail che mi ha sorpreso, oltre alla soffusa ilarità e simpatia per i personaggi e le loro storie. Credo che Stefania Bertola sia una delle poche autrici capaci di scrivere caratteristici chick-lit (QUI TROVI AMPIE DELUCIDAZIONI) all'italiana cioè letteratura per pollastrelle, un genere di letteratura nato nel mondo anglosassone negli anni Novanta e poi affermatosi in tutto il mondo. Le protagoniste sono donne dinamiche, tra i venti e i quarant’anni, vivono in città e sono alla ricerca del lavoro giusto, o dell’uomo giusto, o della dieta giusta… A volte anche di tutte e tre le cose. 

All’inizio ci fu Bridget Jones. La giornalista Helen Fielding teneva due rubriche fisse sull’Independent e sul Daily Telegraph; queste raccontavano, sotto forma di diario, le avventure di una single poco più che trentenne che viveva a Londra. Visto il successo riscosso dal personaggio, l’autrice decise di scrivere un romanzo, Il diario di Bridget Jones, e poi il seguito, Che pasticcio, Bridget Jones!

 Copertina anteriore
 
Con la Bertola siamo in un'ambientazione nostrana, a Torino, dove è nata , con protagoniste uniche, a volte eccentriche, ma indimenticabili. Il suo punto di forza sono proprio personaggi: donne come noi, spesso non più giovani, con dei problemi, con una casa da mandare avanti, i bimbi da portare a scuola e un marito da gestire, alle prese con lavori umili ma normali. E' proprio questo che mi è piaciuto essendo questo il primo romanzo che leggo dell'autrice.


 Biscotti e sospetti

Questo è uno dei libri che mi ero ripromessa di leggere per partecipare alla SFIDA nel mese di Agosto per IO LEGGO ITALIANO. Poi presa da altre faccende ho trascurato questa iniziativa a cui tenevo molto. Ora spero di rimettermi in SELLA con tale  romanzo il cui titolo già ti attira come un vassoio di biscotti da addolcirti la giornata !!!
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 Da un po’ non mi appassionavo a questo tipo di romanzi prediligendo altri generi, ma poi ho deciso di prendere una pausa dalle solite letture e riallacciarmi alla SFIDA ED ALLA PROMESSA DI QUESTA LETTURA ESTIVA. 

All'inizio, alla fine di agosto/ inizi di settembre non riuscivo a leggere più di due pagine alla volta, i personaggi mi sembravano un po' finti e tratteggiati con un linguaggio troppo forzatamente ironico, così lontano dalla realtà. Ma poi la storia è emersa come un romanzo corale, in cui si incontrano vari personaggi con i loro punti di vista. Violetta e Caterina due sorelle ancora giovani e molto attraenti, una è commessa in una libreria, l'altra sarta, ma si impegna a trovare nuovi modi per guadagnare qualcosa in più: dalla realizzazione di vestiti sexy per bambole gonfiabili (è proprio uno spasso!!), alla vendita di oggetti su aste on line per conto terzi.