martedì 4 settembre 2012

“MUFFINS” UN LIBRO A PROVA DI GHIOTTO: EPOCA VITTORIANA IN CUCINA


IL "COOK'IN BOX" dell’editore GUIDO TOMMASI

 
Ai   golosi  dalla primavera scorsa il palato si è addolcito con l’ultima prova editoriale di  Guido Tommasi, che , ha  pubblicato “Muffins”, ricettario illustrato dello Chef padovano  Nicola Pavan.


 
 Il libro ha  formidabili fotografie di Sabrina Scicchitano e ogni pagina è dedicata alle tortine più amate del momento.
Perché questa scelta:  “si preparano velocemente, piacciono a tutti e si prestano a tantissime varianti, in versione dolce o salata, e si possono realizzare anche facendosi aiutare dai bambini”. Il libro - ricettario è un  saggio - assaggio delle molteplici possibili combinazioni del tipico dolce  del mondo anglosassone. Tutte ricette da far venire l’acquolina in bocca:: dai muffins classici a quelli con yogurt alle fragole e fragoline di bosco, da quelli a cacao e peperoncino a quelli a nutella e nocciole, passando alla versione salate con peperoni, cipolla rossa di Tropea e asiago o, magari, con taleggio e pere.
Sorprendente  è  anche la “guarnizione” del libro: in una scatola trasparente, la “Cook’in box”, in cui vi sono  nove coloratissimi stampini
L’ autore – chef  Nicola Pavan, pasticcere e chef a Londra,   ha ideato  queste ricette tenendo conto del palato italiano  e usando  ingredienti che comprendono anche pistacchi, fichi freschi, Marsala, basilico, pomodorini... Ma soprattutto ha modificato le dimensioni. Le sue ricette prevedono dei muffin - scones con misure  minime per  creare piccoli dolci   da mangiare come dessert, aperitivo o a colazione (e qui sì che se ne possono mangiare 2, 3 magari tutti diversi!). In più la ricetta-basic dà la possibilità con una sola base di ottenere dolci differenti con ingredienti che permettono  anche  il  riciclo di  frutta fresca e secca, miele, o cioccolato  rimasti nella dispensa.
Durante la lettura del romanzo Jane Eyre ho avuto la segnalazione di questa pubblicazione edita nella primavera 2011 e  incuriosita sono andata a ricercare notizie.


 All’epoca   vi era l’ abitudine ( scone e  muffin sono proprio dell'età Vittoriana) di preparare  per la servitù dei dolci   fatti con avanzi di pane, impasto per biscotti e patate e  dimostrando che le cose semplici sono spesso le più buone. Ed in quel particolare periodo in cui è ambientato il romanzo, nasce il tè delle 5 del pomeriggio.
Infatti quando  Vittoria fu incoronata Regina nel 1837, una delle prime cose che ordinò fu “una tazza di tè” .
 
In foglie era arrivato in Gran Bretagna nel XVI secolo dalla Cina, e, come merce da esportazione, tassato costosamente. E ciò consentiva solo agli aristocratici e ai ricchi di poterne fare un largo uso.





Già nel 1717 Thomas Twining però aveva  cambiato  la destinazione di un locale pubblico di sua proprietà riservato alla vendita e alla degustazione del caffè (“coffee house”) per farne un luogo dove si poteva andare a bere un buon tè.
Ma mentre una vera signora non avrebbe messo mai piede in una ‘coffee house, destinata agli uomini, tutte le dame invece si precipitarono a frequentare il nuovo “tea room”.
Five ‘o clock tea”   divenne una social law ,  poiché intanto il prezzo del tè era diminuito e potevano acquistarlo persone di tutte le categorie sociali.

 
Accompagnato da pane col burro,da piccoli  ‘scones’ con il latte versato nella tazza prima o dopo il tè senza meno anche Jane – Charlotte   preparava questi piccoli dolci










1 commento:

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