giovedì 24 ottobre 2013

Il Giovedi del Libro di Cucina 3




CON QUESTO POST PARTECIPO A  IL GIOVEDI' DEL LIBRO DI CUCINA

Ho trovato al mercato di Campagna Amica a via di San Teodoro a Roma nelle vicinanze del Circo Massimo,  dei bei peperoni di dimensioni medie che difficilmente si trovano nei supermercati  dove ho sempre visto quelli molto grandi e carnosi belli da vedersi ma che poi non hanno sapore.
Questa è una ricetta  rubata a mia nonna
I peperoni  sono fra le verdure più saporite e gustose  ed  aiutano nella creazione di piatti che oltre al gusto, risultano essere gradevoli anche alla vista.
Un’altra caratteristica che li contraddistingue é la loro estrema versatilità in quanto possono essere serviti sia crudi come insalata, che cotti in padella o al forno. La ricetta che presento  permete di ottenere risultati gustosi senza trascurare anche  la linea.


Un Peperone.... tutto vegetariano

Ingredienti per 4 persone:

4 peperoni
4 patate
una manciata di capperi sott’aceto
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
3 cucchiai di toma stagionata grattugiata
prezzemolo tritato
panpesto
olio di oliva
sale

Preparazione:

fare lessare le patate in acqua bollente salata, pelarle e schiacciarle. Sciacquare  i capperi e scolarli. Tagliare i peperoni a metà, pulirli e salare l’interno.
Alle patate aggiungere parmigiano, toma, prezzemolo, sale e i capperi interi, sciacquati e strizzati, e mescolare.
Riempire i peperoni e spolverizzare con il panpesto.
Mettere in una teglia unta e infornare a 200° per 40 minuti circa.



ANCORA PER L'INIZIATIVA "LE RICETTE TRADIZIONALI..." OGGI CON...

UNO DEI SEGNALIBRI DA ME MESSI  IN PALIO

 La nostra amica dal suo blog

CHAOS   LA   SFINGE

consiglia "mangiare bene stando poco ai fornelli: ricette domenicali veloci 

La Nostra Amica si confida:” ...quello della domenica è anche il nostro spazio di relax dove ci concediamo una piccola chiacchierata come in un breve diario personale....così di domenica mi auguro che voi l'abbiate trascorsa senza troppo sgobbare ai fornelli …... Certo potete sempre provare a coinvolgere tutti nella interessante ed allegra attività “in cucina” “... ma non è sicuro che si riuscirà ad avere successo in questa attività per coinvolgere tutti.
La Nostra Amica, per godere un giorno di meritato riposo,  suggerisce di programmare un pasto gustoso, veloce e poco impegnativo nella preparazione.
Dal primo con pasta fresca ( ad esempio tagliatelle)

  http://www.beyondpasta.com/it-wp/wp-content/uploads/2012/06/PastaFresca-2.jpg

presa al supermercato dove alcune paste sono veramente buone e ti fanno venire voglia di cucinare...si avrà un primo speciale condito col burro o con una salsa al pomodoro, oppure con besciamella e prosciutto cotto a pezzetti. 

  
IL SECONDO E' LA RICETTA PER L' INIZIATIVA 





scaloppine  in numero pari a quello dei commensali, o  una o due in più nel caso qualcuno chiedesse il bis, poi burro, farina,  vino bianco e un pizzico di sale.



Fare sciogliere il burro in un tegamino coperto e  capiente da disporvi  le scaloppine, infarinare la carne,  adagiare  le fettine sul fondo della teglia,  girarle quando sono cotte dal primo lato. Una volta rosolate aggiungere una tazzina da caffé di vino bianco e lasciar evaporare,  coprire e lasciare cuocere evitar che si asciughi la salsetta: devono risultare  tenere, non secche. Spegnere e lasciare coperto.
Si possono servire con contorno di patate o insalata o verdure cotte.
LOGO INIZIATIVA

Potremmo rac-cordare le Ricette dalla tavola del famoso set 
del film "Indovina chi viene a cena?"  con la nostra iniziativa perché  in quel set si  servirono  scaloppine per festeggiare l’incontro tra le due famiglie.

 


 

 

 

 

mercoledì 23 ottobre 2013

LE RICETTE TRADIZIONALI ...A CASA DI MIRA, APRIAMO CON UN DOLCE


Apro questo post relativo a LE RICETTE TRADIZIONALI  con 

CROSTATA MORBIDA CON TRIPLA CONFETTURA.....un’esplosione di gusto!


http://blog.cookaround.com/acasadimira/wp-content/uploads/2013/09/crostata-morbida-con-tripla-confettura3.jpg 

LA SUA CASA, QUELLA  DI MIRA, visitiamola e troveremo la ricetta ed altri consigli su come preparare piatti eccezionali !!!

E' RICCA DI IDEE

 

martedì 22 ottobre 2013

RUBRICA DEL MARTEDI':30 SETTIMANE DI LIBRI...LEGGERE PER...UN LIBRO TRA LE MANI



INCONTRO CON LA POESIA DI PATRIZIA CAVALLI

Questo martedì è dedicato alla mia compagna di infanzia, Patrizia Cavalli; siamo nate  a Todi ed insieme abbiamo trascorso il periodo dell'adolescenza ed i primi anni della giovinezza( le nostre madri sono state compagne di scuola). 
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Foto di Dino Ignani
Poi la sua vita professionale si è indirizzata, subito dopo la laurea, "verso I VERSI" ; ha pubblicato per Einaudi alcune raccolte di successo: Le mie poesie non cambieranno il mondo (1974), Il cielo (1981), Poesie 1974-1992 (1992), L’io singolare proprio mio(1992) e Sempre aperto teatro (1999), Datura, è la sua ultima raccolta, diario quotidiano in versi.
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Con la raccolta Sempre aperto teatro, ha vinto il Premio Letterario Viareggio-Repaci. Pigre divinità e pigra sorte è del 2006. Sempre per l’editore Einaudi ha tradotto il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare e dello stesso autore Otello, messo in scena dal regista e attore Arturo Cirillo nel 2009. Vive a Roma.
La poesia di Patrizia  Cavalli è caratterizzata da una particolare  tecnica poetica. Il ritmo metrico che utilizza è quello classico , ma lessico e  sintassi sono quelli della lingua contemporanea; non usa poeticismi e manierismi, il suo linguaggio è naturale e familiare.
Addirittura nel poemetto La Patria, composto  per il festival dei Due Mondi  (2008, pubblicato nel 2011 per Nottetempo), l'autrice denuncia le false e stereotipate rappresentazioni di patria a cui contrappone 
«quel denso concentrato di esistenza/ sorpresa dentro un tempo che ti assorbe/ in una proporzione originaria». 
La vera patria per lei è
«un’appartenenza/ elementare, semplice, già data» che scopre incontrando persone “innocenti”, luoghi di antica memoria.

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Su Nuovi Argomenti (qui la storia della Rivista), Luca Alvino  recensisce in maniera magistrale "Datura" ( Einaudi, 2013)  allorché afferma :"Esiste un talento più nobile dell’interpretazione – l’umile ancella del sapere che instancabilmente riconduce ogni effetto alla sua causa, tessendo la rassicurante trama della storia e della comune consapevolezza: si tratta della visione poetica, ovvero della facoltà di discernere la natura nascosta delle cose e tracciare – tramite un uso esperto e articolato del linguaggio – segrete corrispondenze tra di esse. Tale capacità va largamente riconosciuta a Patrizia Cavalli, che nei versi finali di Datura, la sua ultima raccolta, la descrive non come un semplice obiettivo artistico, ma come una vera e propria missione di vita"
 
«Ma io non voglio andarmene così, / lasciando tutto come ho trovato / in questa scialba geografia che assegna / l’effetto alla sua causa e tutti e due consegna / all’umile solerzia dell’interpretazione. / Un altro è il mio progetto, la mia ambizione / è accogliere la lingua che mi è data / e, oltre il dolore muto, oltre il loquace / suo significato, giocare alle parole / immaginando, senza un’identità, / una visione».
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L'autrice gioca con le parole,  coglie una realtà non strettamente referenziale, realtà oltre l’esperienza sensibile verso l'incontro cpn le zone aperte della metafora, dimensione più libera  dilatata della vita non legata al  concetto limitativo di identità. Tutto percepito  nella concretezza fonetica dei versi, che comprende tutta  l’intuizione poetica entro i limiti dei propri sensi. 
Questa ultima raccolta, secondo la critica, sembra essere   il libro più compiuto e maturo di Patrizia Cavalli,  in cui la poetessa, con elaborazioni narrative allegoriche, ha trovato la misura più  adatta alla propria ispirazione.
Lo Stramonio, l'erba del Diavolo
DATURA

Conoscendo  Patrizia Cavalli posso  dire che il suo andare come la sua poesia,  sono state sempre improntate a rigorosa esattezza del pensiero e le due dimensioni sono legate indissolubilmente. 
 
 

 
 
 
 
 
 
  La Datura è un fiore conosciuto fin dall'antichità; già gli Aztechi ne utilizzano le foglie e i semi, dal forte potere narcotizzante, soprattutto durante i riti religiosi, per i quali era richiesto grande coinvolgimento. L'uso della Datura si è presto diffuso anche nel nostro continente. Da rilevare è la bellezza dei fiori di grandi dimensioni, bianchi e profumatissimi. Le foglie, che possono avere un forte effetto calmante e tranquillizzante, utilizzate sottoforma di infuso. Nel linguaggio dei fiori la Datura vuol dire incognita, magia e incantesimo per le sue proprietà si lega alla magia, incantesimo, chi la riceve dovrebbe aspettarsi grandi cambiamenti, chi la regala li procurerà.
 
Come la Pianta, le poesie di Patrizia Cavalli ammaliano e,  come ha saggiamente intuito Alfonso Berardinelli: «Sempre di più col tempo si capisce che sono fatte per illuminare e conoscere, perché in ogni ansia e ombra, in ogni percezione e passione c’è un enigma da indagare

lunedì 21 ottobre 2013

LE RICETTE TRADIZIONALI ED I LIBRI IN CUI LE RITROVIAMO: 21 OTTOBRE CON ITALO CALVINO



 UNO DEI SEGNALIBRO CHE INVIERO' A  CHI INSERISCE UNA RICETTA, UNA FOTOGRAFIA, UN COMMENTO O POST PER L'INIZIATIVA : "LE RICETTE TRADIZIONALI ED I LIBRI IN CUI LE RITROVIAMO"       



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Con Italo Calvino ed il suo  Sapore, sapere ( pubblicato in seguito col titolo Sotto il sole giaguaro) e ci si perde in un delirio di sapori-odori-sensazioni così forti come solo l’America latina, dove l'autore è nato,  riesce a spandere.

In una conferenza del 1983 all’Institute for the Humanities di New York, parlando di quella sua opera  che  poi si intitolerà Sapore, sapere, Calvino  ribadisce: “Il mio problema scrivendo questo libro è che il mio olfatto non è molto sviluppato, manco d’attenzione auditiva, non sono un buongustaio, la mia sensibilità tattile è approssimativa e sono miope”.[1].
E credo che il paradosso sia  proprio in questo sentirsi carente nei cinque sensi che diviene stimolo straordinario per ricercare sensazioni più minute e per  recuperare un sapere antichissimo, quasi, ma non del tutto perduto.


















Il libro rimarrà un’opera incompiuta, pubblicata postuma da Garzanti, nel maggio del 1986, con il titolo Sotto il sole giaguaro. Olfatto, gusto, udito sono i sensi che l'autore vuole esercitare ma egli scomparirà prima di "penetrare" anche vista e tatto. 
Un vero peccato se ci riferiamo ai tre racconti che compongono Sotto il sole giaguaro. Calvino, attraverso un uso della scrittura unicamente sensoriale,  annusa, gusta e ode il mondo circostante come se avesse, a intermittenza, solo naso, bocca e orecchie.
Ma già dalle prime battute del primo racconto, “Il nome, il naso”, composto da tre mini-episodi intrecciati  fra loro, il senso dell’olfatto diventa fondamentale per ritrovare la propria donna perduta nel "branco" dell’umanità. Lei che sola ha quel particolare odore, quella sublime fragranza anche dei piatti da lei preparati.
Ma il  secondo racconto, dedicato al gusto, e che dà titolo al volume ( pubblicato per la prima volta, sulla rivista «FMR» di Franco Maria Ricci del 1° giugno 1982  col titolo Sapore, Sapere ed in seguito, su indicazione dell’autore,con il titolo Sotto il sole giaguaro), legherà Calvino alla ricerca di piatti particolari e tradizionali. E'  uno degli ultimi scritti di Calvino legati al suo viaggio in Messico nel 1976. 

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Nel racconto una  coppia in viaggio condivide l’esperienza vitale e coinvolgente del cibo. Il viaggio è raccontato dall’uomo che scoprirà i sapori della cucina messicana che le ricordano  la cucina tradizionale della sua famiglia, attraverso la propria compagna, la quale risulta essere più sensibile nel cogliere gli aromi.  La sensualità della cucina tradizionale,  la ri-scoperta di sapori,  il rapporto stabilito attraverso il cibo unisce la coppia che si ritoverà e riscoprirà. In una gita:
 
"Sotto la pergola di paglia d’un ristorante in riva a un fiume, dove Olivia m’ aveva atteso, i nostri denti presero a muoversi lentamente con pari ritmo e i nostri sguardi si fissarono l’uno nell’altro ... il cibo impronta di sé ogni rapporto e annulla i confini tra i nostri corpi .....con  la zuppa di fagioli..." (2)

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Zuppa di fagioli neri


 Ingredienti per 4 persone:

450 g di fagioli neri secchi
8 cl di olio d'oliva
4 spicchi di aglio finemente tritato
2 cipolle sbucciate e tritate
1 peperone rosso lavato, pulito e tagliato a cubetti
sale e pepe
1 cucchiaino di origano secco
1/2 cucchiaino di cumino macinato
2 foglie di alloro
20 cl di vino bianco secco
2 cucchiai di aceto di vino rosso
1 pizzico di cipolla tritata

 

 Procedimento

Tenere a bagno i fagioli almeno una notte. Scolarli e metterli in una pentola con 2 litri di acqua fredda; portare ad ebollizione a fuoco alto, cuocere a fuoco medio-basso per circa un'ora, coprendo il recipiente. Nel frattempo in un pentolino scaldare l'olio, l'aglio e le cipolle, quindi aggiungere il peperone tagliato a pezzettini e far soffriggere qualche minuto. Togliere una tazza di fagioli dalla pentola, scolarli e mescolarli insieme al soffritto aggiungendo vino bianco e aceto. Dopo qualche minuto aggiungere il contenuto del pentolino alla pentola dei fagioli, salare e pepare a piacere, ggiungere alloro e cumino. Coprire e cuocere il tutto per 1-2 ore a fuoco basso, finché i fagioli siano cotti e teneri ma non 'sfaldati'. 
Servire in coppette da zuppa o in piatti fondi e cospargere con un po' di cipolla tritata. Mangiare ancora caldo ed accompagnare con una buona birra, preferibilmente chiara.
Se non troviamo i fagioli neri secchi li possiamo sostituire con quelli in scatola, in questo caso il tempo di cottura deve essere ridotto ad una decina di minuti.




1- Cfr. La vecchia signora in chimono viola – da Collezione di sabbia, Einaudi 1994
2-Cfr. Calvino, 1995, GARZANTI, p. 48.

domenica 20 ottobre 2013

VERDE AMBIENTE SALUTE E TERRITORIO, UN INCONTRO IMPORTANTE TRA VARIE AGENZIE




Questo importante ed atteso  Convegno d’Autunno, come leggiamo su TAM TAM 

 TamTam Logo

rappresenta anche una fondamentale connessione tra Architettura del Paesaggio”, Progetto Verde e Salute, tutto finalizzato, mediante  differenziati ed interessanti approfondimenti, a verificare in concreto la fattibilità delle idee che emergeranno dal dibattito

Il Convegno è suddiviso in  tre sessioni, “Verde, Ambiente, Salute”, “Verde,Ambiente ed Architettura del Paesaggio”, “La testimonianza del Paesaggio: passato, presente, futuro".
In tal modo,  dal contesto dei “Sani Stili di Vita”,  alla  scienza che si occupa della salute dell’Uomo,  alla progettazione architettonica che realizza  per l’Uomo un idoneo ambiente di vita, alla Cultura  che  eleva  lo spirito dell’Uomo, si vuol raggiungere l' obiettivo della "città sostenibile"

Il verde tra città e territorio: il programma del Convegno 


IL VERDE TRA CITTA’ E TERRITORIO -  
Trait d’union per l’Architettura del Paesaggio- 
Todi - Sabato 26 Ottobre 2013 - 
Palazzi Comunali - Sala del Consiglio



-8,45 Registrazione dei Partecipanti
-9,00 Saluto delle Autorità
-9,15 Introduzione e presentazione dei Lavori :
Dott.ssa Gioia M.Campolo - Pediatra- Allergologo-Immunologo Clinico – Todi
  
-9,30 Sessione I - Verde, Ambiente, Salute

Presiedono: Dott.ssa Gioia M. Campolo
Dott. Giovanni Dominici - Medico di Medicina Generale- Coordinatore M.M.G. Todi

-9,40 Umbria: l’ambiente in cui viviamo

Prof. Andrea Siracusa-Allergologo-Perugia- Segretario Gruppo di Studio “Allergia Occupazionale” della Società Europea di Allergologia (EEACI)

-10,00 Salute e benessere all’aria aperta
Dott. Maurizio Brugnetta- Medico di Medicina Generale (M.M.G.) Cardiologo- Todi

-10,20 Il Verde pubblico e le sue molteplici funzioni: la necessità di associare i criteri di funzionalità e di estetica a quelli salutistici nella scelta del verde urbano ed extra urbano
Prof. Giuseppe Frenguelli-Ordinario di Botanica Ambientale ed Applicata - Facoltà di Agraria-Università di Perugia-Presidente della
Associazione Internazionale per l’Aerobiologia

-10,40 Discussione
-11,00 Pausa

 Sessione II: -11,20  Lettura Magistrale : Il mutato rapporto fra Uomo e Territorio -Prof. Mariano Sartore-Urbanista-Dottore di Ricerca  Dip.Uomo e Territorio-Sez. Urbanistica- Facoltà di Ingegneria- Università degli Studi di Perugia

-11,40 Verde, Ambiente ed Architettura del Paesaggio

Presiedono: Dott.ssa Gioia M. Campolo
Arch. Andrea Pochini- Architetto Paesaggista
Dottore di Ricerca in Tecnica Urbanistica-Perugia
  
-11,50 L’Architettura del Paesaggio, una disciplina per il benessere
Arch. Andrea Pochini- Architetto Paesaggista
Dottore di Ricerca in Tecnica Urbanistica-Perugia

-12,10 “I Circuiti del Paesaggio”, dalla Progettazione alla realizzazione: riflessioni a distanza
Arch. Marco Spaccatini-Resp. 6°Servizio Governo del Territorio e Turismo-Comune di Todi Arch.Alessia Bonci-Consulente per il progetto “I Circuiti del Paesaggio”-Todi

-12,30 Scegliere di vivere in Umbria nelle Città d’arte : l’intervento dell’Architetto nel Centro storico e sul territorio Arch.Michelangelo Moriconi- Todi

-12,50 Discussione
  
-13,30 Colazione di Lavoro

-15,30 Sessione III :
 La testimonianza del paesaggio: passato, presente, futuro

 resiedono: Dott.ssa Gioia M. Campolo - Dott.ssa Nicoletta Paolucci- Direttice Museo-Pinacoteca Comune di Todi

15,40 Paesaggio naturale e paesaggio urbano nei dipinti e nelle incisioni del XVI e XVII secolo. Esempi tudertini.
 Dott.ssa Nicoletta Paolucci-Direttrice Museo- Pinacoteca Comune di Todi
  
-16,00 Il giardino e la sua storia
Prof.sse Donatella e Simonetta Fedele Associazione Culturale VerdeTodi

-16,20 Il Paesaggio nel web “Siamo tutti Turner : la narrazione del paesaggio secondo Instagram ”
Dott.ssa Aroti Meloni-Guida Turistica a Narni sotterranea- Narni
Dott.ssa Alessandra Mallozzi -Direttore tecnico di Agenzia Viaggi Programma Incoming “Discovering Umbria” Todi

-16,40 Discussione e Conclusioni
-17,30 Chiusura dei Lavori

 LE MIE CONSIDERAZIONI 

 
Da quel che sappiamo la qualità di vita nelle città si definisce grazie a diversi e complessi elementi, tra loro integrati, ma rispondenti ad alcuni principi cardine, a grandi riferimenti progettuali ed ideali che motivano le scelte di sviluppo e di trasformazione della città. Uno di questi riferimenti è senz'altro quello ambientale per  il  benessere e la salute dei cittadini.
Tocchiamo ogni giorno con mano i rapidi mutamenti in tutti i settori che ci obbligano ad adeguare i nostri stili di vita, il nostro sapere ed il nostro “saper fare”. Gli incontri come quello del Convegno che si terrà tra pochi giorni,  caratterizzato dalla presenza di illustri relatori e dallo scambio di svariate esperienze, rappresenta senz’altro un’occasione complessiva di crescita culturale come cittadini ancor prima che professionisti, impegnati nel possibile miglioramento delle condizioni di vita di tutti e di ciascuno consolidando   il rispetto per le esigenze fondamentali del vivere civile, in un contesto di sviluppo veramente sostenibile

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