giovedì 28 novembre 2013

IL GUFETTO PORTAFORTUNA: I MIEI BLOG "SUPER" DI QUESTA SETTIMANA


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martedì 26 novembre 2013

LA RUBRICA DEL MARTEDI'. 30 SETTIMANE....DI LIBRI #14 - LEGGERE PER ...UN LIBRO TRA LE MANI


CARI LETTORI,
PER QUESTA SETTIMANA LA RUBRICA "LEGGERE PER...UN LIBRO TRA LE MANI", SI DEDICA  A CONSIGLI BIBLIOGRAFICI LEGATI ALLA....



 ...CULTURA DEL CAMMINARE 
 

Storia del camminare

“Da dove si comincia? I muscoli si tendono. Una gamba è il pilastro che sostiene il corpo eretto tra cielo e terra. L’altra, un pendolo che oscilla da dietro. Il tallone tocca terra. Tutto il peso del corpo rolla in avanti sull’avampiede. L’alluce prende il largo, ed ecco, il peso del corpo, in delicato equilibrio, si sposta di nuovo. Le gambe si danno il cambio. Si parte con un passo, poi un altro e un altro ancora che, sommandosi come lievi colpi su un tamburo, formano un ritmo: il ritmo del camminare. La cosa più ovvia e più oscura del mondo è questo camminare, che si smarrisce così facilmente nella religione, la filosofia, il paesaggio, la politica urbana, l’anatomia, l’allegoria e il crepacuore”  - Rebecca Solnit 

 
Vi si narra, con tono semplice e ironico ma sempre appassionato, dei molti filosofi camminatori e dei pochi che hanno voluto e saputo anche riflettere sul camminare; di teorie scientifiche sul come la deambulazione ha sospinto l’uomo fuori dal regno animale; dei poeti e dei romanzieri che dal camminare sono stati ispirati.
La Solnit, sensibile critica d’artestatunitense, non tralascia di esaminare i luoghi in cui si è camminato: dai giardini, nelle varie tipologie che hanno assunto nel corso dei secoli, alla natura aperta e selvaggia; dalle città tortuose, oscure e solitarie pre-rivoluzione industriale, alle moderne città dei grandi viali alberati; dai porticati e dalle gallerie fino ai contemporanei centri commerciali. 
 E non tralascia neppure di analizzare i modi del camminare: la marcia militare che, al ritmo di un unico passo subordina al gruppo e all’autorità; la libera marcia delle manifestazioni che rende i singoli capaci di fare la storia; quella dei pellegrinaggi che avvicina al divino; le camminate in montagna fino alle vette o le circumdeambulazioni di origine buddista. 

 http://benessere.atuttonet.it/wp-content/uploads//2012/10/TISANA-MONACI-BUDDISTI.jpg
 Vengono esaminate le passeggiate mano nella mano che creano la coppia, quelle fatte per mettersi in mostra e chiacchierare con gli amici nei centri urbani delle città latine, le lunghissime camminate fatte per raccogliere fondi, quelle di protesta contro la guerra o quelle a favore della pace, quelle fatte per stabilire un record o quelle fatte di sera, nel cuore di una città, per recarsi a comperare una matita. 
Il fatto è, per la Solnit, che “il camminare ha creato sentieri, strade, rotte commerciali; ha generato concezioni di spazio locali e trascontinentali; ha conformato città, parchi; prodotto mappe, guide, attrezzature e, ancora, una vasta biblioteca di racconti e di poemi che ci parlano di camminate, pellegrinaggi, spedizioni alpinistiche, vagabondaggi, e anche di picnic estivi.”
Insomma “il camminare è un modo per costruire il mondo come anche  per vivere in esso”.
  

 Ora citando Dante Alighieri con il suo “Nel mezzo del cammin di nostra vita”, entriamo nel mondo diPortrait of Thoreau Henry David Thoreau per il quale “il camminare non ha nulla a che vedere con l’esercizio fisico propriamente detto, simile alle medicine che il malato trangugia ad ore fisse, o al far roteare manubri o altri attrezzi; è l’avventura della giornata. Se volete fare esercizio, andate in cerca delle sorgenti della vita. I dintorni offrono ottime passeggiate; e sebbene per molti anni io abbia camminato quasi ogni giorno, e spesso per molti giorni consecutivi, non ne ho ancora esaurito tutte le possibilità. Una prospettiva assolutamente nuova rappresenta una grande felicità, che può venir colta in un qualsiasi pomeriggio. Due o tre ore di cammino mi possono condurre nel luogo più straordinario che mi sia mai accaduto di ammirare.”…”Ed effettivamente è possibile scoprire una sorta di armonia tra le risorse di un paesaggio entro un raggio di dieci miglia, o i limiti di una passeggiata pomeridiana, e i settant’anni della vita umana. Né gli uni né gli altri vi diverranno mai troppo familiari.”

lunedì 25 novembre 2013

I LUNEDI' DELL' AMBIENTE E DEI PAESAGGI @ 1

LA MIA RUBRICA DEL LUNEDI' DEDICATA ALL'AMBIENTE ES AI PAESAGGI DELLA NOSTRA ITALIA


QUALI SONO I NOSTRI LUOGHI DEL CUORE?


Risultati de I Luoghi del Cuore. febbraio 2013

L’Italia che amiamo....

I risultati del VI censimento nazionale de I Luoghi del Cuore - promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo ( 23 maggio- 30 novembre 2012 resi pubblici il 14 febbraio, giorno tradizionalmente dedicato alla festa degli innamorati) ci hanno offerto una pagina di una bella storia d’amore che lega il milione di persone italiane e straniere che ha votato il proprio luogo del cuore ai diecimila paesaggi di Italia segnalati. Un milione  per circa diecimila luoghi da salvare raccontano una storia d’amore che nasce dalla quotidianità delle persone che vivono e amano l’Italia e i suoi paesaggi e che scelgono questi luoghi come scenografia per le proprie vite e i propri sogni.
 http://media.booksblog.it/c/c43/bosco-586x387.jpg

La riflessione poetica  scaturisce dai versi di Ada Negri (1870-1945). La poetessa si interroga sul tempo, su quel che resta di noi nei luoghi che abbiamo solcato durante la nostra giovinezza. In quei luoghi, spiega, è rimasta come un vapore la vita che ci abbiamo vissuta: tornandoci, possiamo riviverla.
La vergine ventenne
ch’io fui, splendente come torcia accesa
nel sole, ora dov’è? Del suo bel sangue
nutriva ogni atto dell’acerba vita;
e dalla gola, liberato in canto,
le sgorgava echeggiando a monte e valle.
Ove scomparve, ella che fu sì certa
di non morire? Non morì. Rimasta
è nella scabra terra
presso il fiume che mormora e serpeggia
in tortuose spire oltre le grandi
foreste: intatta giace
fra tremolii di fronde e scorrer d’acque.
Al suo rifugio gli uomini dei boschi
vengon con felci e rami di betulle:
e il battellier che approda
dall’altra sponda, fasci d’alghe e steli
d’erbe apporta, raccolti sulla riva.
Calmo è il sonno di quella ch’io già fui
nella terra che suona ancor del canto
de’ miei vent’anni – e, sole o pioggia o neve,
il mio volto d’allora ha quella terra.

Il cortile del Vescovado
CORTILE VESCOVATO

Luoghi dove si è scritta la storia italiana e europea, luoghi di culto che raccontano il rapporto profondo che lega gli italiani alla cultura cattolica ben oltre i vincoli della religione, ma anche luoghi dell’arte, del teatro, del cinema e della letteratura, che celebrano il grande e ricco patrimonio culturale italiano conosciuto in tutto il mondo, ma che costituiscono anche il più importante elemento di identificazione per tutti gli italiani che si ritrovano ad esempio  in un passaggio della Commedia di Dante, o nelle poesie  di Leopardi o anche in una battuta di un film di Alberto Sordi o di  Totò o di Fellini---
 
Ada Negri: la “poetessa di Italia” tra Storia e Letteratura come  altre artiste e letterate del panorama culturale italiano, è una personalità dimenticata e assai poco studiata, ma la sua biografia ci permette un affascinante viaggio in una serie di paesaggi storici, letterari e culturali particolarmente interessanti.
Partiamo dunque dunque  da  Lodi sua città natale: oggi possiamo ammirare  in particolare la bella Chiesa di San Francesco,

 
http://www.turismo.provincia.lodi.it/foto/80.jpg
LODI
 risalente alla fine del Duecento con  particolari bifore a cielo aperto dove Ada Negri, insieme ad altri lodigiani illustri, è tumulata dal 1976, ma anche la Lodi del 1870, anno di nascita della poetessa destinata a diventare la prima accademica di Italia. E qui il personaggio di Ada Negri ci porta in un paesaggio quello delle fabbriche e delle lotte sociali, così centrali nelle opere della scrittrice molto vicina al partito socialista, della grande industria casearia Polenghi Lombardo nata come la Negri nel 1870 e incisa nelle memorie di generazioni di italiani per il lancio delle famose  caramelle Galatine. 
 1
 
Ada Negri è stata testimone e protagonista delle trasformazioni economiche e sociali che hanno modificato parte della campagna lombarda dopo l’unificazione italiana nelle zone comprese tra Lodi, Crema e Piacenza.
http://www.archivilodigiani.it/wp-content/uploads/2011/09/Codogno.jpg
LE CASCINE  LODIGIANE

 Le origini umili della scrittrice, figlia di un vetturino e di una tessitrice e cresciuta nella portineria di un nobile palazzo dove la nonna lavorava come custode, la misero  in contatto con il particolare paesaggio di una cittadina che da luogo  agricolo si stava trasformando  velocemente in cittadina industriale con le sue contraddizioni e le ambiguità di un percorso difficile ma pieno  di aspettative e di grandi ideali di sviluppo economico e di crescita sociale. 
 www.cronachelodigiane.net

http://www.comune.mottavisconti.mi.it/cm/news/parco.jpg È la belle époque vista dalla provincia rurale italiana quella in cui Ada Negri cresce e studia per diventare mestra, prima vicino Lodi e poi a Motta Visconti, oggi  nel cuore del Parco del Ticino, dove la Negri trascorre alcuni anni importanti prima del grande successo arrivato nel 1892 con la pubblicazione della raccolta di poesie Fatalità.


http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/1/10/Milano,_Cimitero_Monumentale.jpg Altro luogo  Milano, nel cui famedio del Cimitero Monumentale- luogo oggi purtroppo poco conosciuto e visitato da cittadini e turisti – la poetessa fu tumulata alla sua morte avvenuta nel 1945.
 
 
 
 
 L’arrivo del successo aveva trasformato la giovane maestra di campagna in poetessa d’Italia costringendola al  trasferimento nel capoluogo lombardo, punto di snodo per la vita di Ada Negri. 
 
 http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2010/09/ada_negri._-_-.jpg
 Un nuovo paesaggio quello  storico della Milano in trasformazione nei due decenni precedenti allo scoppio della Grande Guerra, le grande fabbriche,  il  pensiero socialista di Filippo Turati e Anna Kuliscioff, i primi passi del fascismo mussoliniano di Piazza San Sepolcro, all’indomani della guerra. Un legame, quello con il fascismo, mai rinnegato dell’autrice, che però rimase assai ai margini della vita di regime, nonostante le importanti onorificenze conferitele proprio dal Duce durante il Ventennio, a riprova della volontà di Mussolini di porsi come interprete del pensiero rivoluzionario socialista di primi Novecento.
 
 
https://lh3.googleusercontent.com/-aX2NcoXXkSI/TXdy28Ok_0I/AAAAAAAAA2A/tGNd-kzyO4M/s1600/-_ada_negri_carteggio__-_-.jpg
MANOSCRITTI
La semplice  maestra di campagna, Ada Negri 
IL SUO ORTO:
 "Diviso dal viale in due rettangoli cinti da muretti bassi, l'orto è un vero orto-frutteto, dove i fiori sono un lusso, e non vivono che per tener compagnia ai legumi ed ai frutti."

Ada Negri, Orto
http://www.paviaedintorni.it/temi/personaggi_file/personaggi_letteratura_file/personaggi_letteratura_negriada.htm
DURANTE IL SOGGIORNO A PAVIA

 ... non aveva scritto la sua biografia di adulta nei paesaggi rurali della campagna lombarda, tra risaie e campi di granoturco, ma, diventata scrittrice di fama e poi  intellettuale di regime, aveva finito per diventare interprete di quelle trasformazioni economiche, sociali e paesaggistiche che investirono una parte importante del capoluogo e delle provincia lombarda a metà del primo Novecento, con il progressivo abbandono della vita di campagna e la prima industrializzazione.
http://milanoartexpo.files.wordpress.com/2012/10/mario-corrieri-il-respiro-della-natura-enterprise-hotel-milano-risaia-al-mattino-olio-su-tela-cm-150-x-100-anno-2012.jpg
IL RESPIRO DELLA NATURA

 Una trasformazione antropologica sì ma  soprattutto geografica, con la nascita dei grandi stabilimenti cittadini e lo spopolamento delle numerose cascine che da sempre  segnavano i confini cittadini e per le quali oggi si cerca di recuperarne parti come la Cascina Basmetto,  oltre alle numerose cascine del Parco Agricolo Sud Milano, da un importante progetto di valorizzazione, La via Lattea, promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano
 

http://www.storiadimilano.it/repertori/cascine/segrate_small.jpg
MAPPA ANTICHE CASCINE

http://s1.stliq.com/c/l/9/9f/26143084_per-la-biosfera-nel-parco-agricolo-sud-milano-anche-senza-pieve-emanuele-0.png
Logo Parco Agricolo Sud Milano


  

Ada Negri, per la sua particolare biografia e la sua importante posizione sociale, pose il suo sguardo attento su queste trasformazioni divenendone testimone d’eccezione: le sue opere, Le Solitarie, Stella Mattutina, Sorelle ci portano a scoprire  paesaggi in parte scomparsi o dimenticati. Un libro e un luogo, dunque, per riscoprire un paesaggio dalla finzione alla realtà, dalla letteratura alla concretezza delle emergenze ambientali…

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