mercoledì 22 maggio 2013

Simo conclude l'analisi di Never Sky: iniziativa del blog reading is Believing



SIMO HA ELABORATO UN BANNER


Mi sono divertita a elaborare un banner per questa iniziativa e spero che piaccia a chi segue questo mio blog!!

Per amanti della lettura come me  il romanzo Never Sky era stato “catalogato” genere “romanzo pesante”, essendo il  mio primo approccio ad una  lettura distopica. Ma poiché mi piace  cercare di bilanciare le  mie letture tra i diversi generi, questo è stato un primo approccio.
 


Tutto è iniziato con l’adesione all’iniziativa messa in atto dal Blog  Reading is Believing e  ricevuto il testo in pdf ,  ho iniziato la lettura con una certa  attesa e circospezione. Ma fin dalle prime pagine per  lo stile così originale  sono rimasta sorpresa ed attratta dall’insieme di situazioni tracciate in un’unica  trama   ricca di  azione, un ambiente post-apocalittico credibile, e una storia d'amore a “lenta combustione”  piuttosto che “amore istantaneo”. Devo ammettere che  il libro man mano che scorrevo le pagine, superava le mie aspettative.

UN UNIVERSO PARTICOLARE


 


La mia analisi 


Il primo problema è la “sinossi” di presentazione  che fa un cattivo servizio al romanzo stesso. Ciò in parte a causa dell'inizio un po’  goffo della storia. Farne  un riassunto conciso comunque non è agevole….

Aria è una ragazza che vive in una “città” dove la maggior parte  delle persone è “esperta”  in un mondo virtuale. Sua madre è uno scienziato, e  lavora altrove. Difficile la comunicazione tra i due luoghi  e nella speranza di trovare un modo per contattarla, segue   un ragazzo che potrebbe essere in grado di aiutarla per la  posizione del padre. Le cose vanno male. Quando le autorità scoprono ciò che è successo,  lei  si rivolge a  Perry di nuovo, ma lui non è proprio entusiasta di salvarla. Suo nipote è stata preso dalle autorità della città di Aria, e lui ha bisogno di lei per farlo tornare.
 

 

Un altro problema che ho avuto con il romanzo  è la stimolazione. Il mondo-edificio è  molto intessuto nella narrazione e si evidenzia il  problema di raccontare piuttosto che mostrare  laddove  l'inizio è  troppo lento. Dopo circa  una centinaio di  pagine la storia inizia e si condensa fino ad appagarti nella lettura. Anche se ci sono state  parti  che hanno trascinato, e altre scene cardine che  molto brevi.

Infine, secondo me la scrittura stessa troppo spesso si  mostra un'alternanza dei personaggi  Aria e Peregrine, tanto che a volte ho avvertito una certa difficoltà nella connessione con loro e tra loro. Certamente non è facile  descrivere la magia  che rende una storia affascinante: è qualcosa che si sente insieme a certe frasi tratteggiate da un linguaggio appartenente ad un mondo tutto “loro”.
 


Mi sono piaciute  tempeste dell’etere, la tribù Croven cannibale con le maschere inquietanti e abiti neri, e le reali lotte dei protagonisti. Il modo in cui la primitività selvaggia è presente e il modo in cui "talpe" vivono in “situazioni” futuristiche dove possono sfuggire ai mondi virtuali fatte per il  contrasto e le motivazioni dei personaggi di lavorare insieme, nonostante il loro sospetto iniziale sia ben tracciato. 

Posso capire perché moltissimi  lettori si sono appassionati alla  storia d'amore tra Aria e Perry, perché è fantasticamente orchestrata. Ti senti parte della vicenda dal momento in cui posano gli occhi l’uno sull’altra,  il rapporto si sviluppa lentamente dalla sfiducia reciproca, di accettazione riluttante del loro bisogno di lavorare insieme, di un riluttante rispetto, finché alla fine non possono fare a meno di  sviluppare reciproci sentimenti romantici.  Questa parte del  romanzo  ha un senso,  si sente l’ organicità  che integra una storia piuttosto che sopraffarla.

 
 

Mi hanno coinvolto molto i personaggi secondari con il loro proprio “posto”  nello sviluppo. Roar, Cinder, e Marron  sono molto interessanti e avrebbero meritato forse  più spazio nelle pagine. Vi è anche  una breve storia con Roar e la sorella di Perry (lei è poco visibile !)

Secondo me il romanzo avrebbe avuto più  caratterizzazione epica se, usando proprio la terza persona, vi era l’opportunità di  integrare più storie.

Non ho dunque problemi a consigliare questa serie per gli appassionati di fantasy, fantascienza, e le impostazioni di post-apocalittico, perché è un mix di questi generi. E' una serie che  sicuramente continuerò, e spero che il ritmo sia meglio in futuro.

In sostanza se dovessi individuare il punto in cui ho iniziato davvero a godere  il libro, direi che coincide con la comparsa di Roar. Coincidenza? Io non credo, perché Roar è senza dubbio uno dei migliori personaggi del libro:  selvaggio, divertente  e impressionante.

  




2 commenti:

Stefania Quarta ha detto...

sono arrivata qui per caso. mi piace qui. ti aspetto da me e intanto continuo a sbirciare.

simonetta vernia ha detto...

sto ristrutturando in modo più razionale il blog perché risulti agevole la lettura
ho visionato il tuo blog che seguo già
saluti
Simonetta