lunedì 3 marzo 2014

CALVINO PROTAGONISTA DELLA LETTURA COLLETTIVA CON Startfromscratch-Evento

«I romanzi lunghi scritti oggi forse sono un controsenso: la dimensione del tempo è andata in frantumi, non possiamo vivere o pensare se non spezzoni di tempo che s'allontanano ognuno lungo una sua traiettoria e subito spariscono».

Italo Calvino,
Se una notte d'inverno un viaggiatore



...sono partita da questa affermazione per scrivere qualche appunto su questo testo particolarissimo

Più che un blog, uno scioglilingua.
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Sono stata fino a qualche tempo fa  Docente di Lettere e con Italo Calvino ho sempre avuto una frequentazione assidua di lettura analisi rielaborazione  delle sue opere assai godibili e accessibili  a vari livelli e gradi di lettura.
Ma vorrei soffermarmi sugli iper-romanzi di Calvino: egli , esaurita la stagione di letteratura "impegnata",  si rivolge  alla teoria dell'informazione che fornisce non solo alcune metafore che illustrano il concetto della letteratura in crisi, ma anche un concreto modello combinatorio di strutturazione aperta del romanzo. 
Ho sempre sostenuto  fin dal  2000, con l'istituzione della Autonomia Scolastica, la  crescente e inevitabile interdisciplinarietà della cultura che Calvino sostiene con lo stile dei suoi scritti.
 Infatti è solo riconoscendo questa tendenza in atto che la letteratura "può sopravvivere al passaggio del millennio: se saprà assumersi, cioè, la responsabilità di un ruolo di mediatrice tra discipline, in un'età caratterizzata dalla crescente frammentazione dei saperi e in cui l'importanza della letteratura come fonte e metodo di conoscenza sembra invece diminuire.

Lo afferma  nelle sue Proposte per il prossimo millennio: 
 http://4.bp.blogspot.com/-VfSiy-v2wqk/T-c2r83wyoI/AAAAAAAAAL8/9Jetj-LtVMQ/s1600/buona.jpg«Solo se poeti e scrittori proporrano imprese che nessun altro osa immaginare la letteratura continuerà ad avere una funzione. Da quando la scienza diffida delle spiegazioni generali e delle soluzioni che non siano settoriali e specialistiche, la grande sfida per la letteratura è il saper tessere insieme i diversi saperi e i diversi codici in una visione plurima, sfaccettata del mondo». (Italo Calvino, Lezioni Americane, ora in Saggi, vol. I, Milano, Mondadori, «I Meridiani», 1995, p. 723.)
Perciò anche io sostengo , seguendo Calvino, che  l'iper-romanzo ha rappresentato e rappresenta  un genere emergente, che in un certo senso cerca di evitare che la letteratura stessa diventi genere marginale. 

 http://www.frasiaforismi.com/wp-content/uploads/2010/06/26106_386177042721_377035082721_3698658_7263121_n-230x300.jpgCalvino vede l'iper-romanzo come un genere che si porta dietro una lunga tradizione, in quanto risale al romanzo-enciclopedia  nato all'inizio dell'età moderna con Rabelais e Cervantes (Calvino in  Saggi, vol. I, Milano, Mondadori, «I Meridiani», 1995,vol. II, p 1851): «agli inizi dell'età moderna s'assiste alla nascita d'un genere letterario, il romanzo, che porta in sé dalle origini una vocazione enciclopedica».
Inoltre, esso rappresenta «una vocazione profonda della letteratura italiana che passa da Dante a Galileo: l'opera letteraria come mappa del mondo e dello scibile, lo scrivere mosso da un spinta conoscitiva». (Saggi cit., vol. I, p. 233).
Soprattutto oggi è necessario sostenere, con Calvino,  che scrivere scaturisce dal bisogno di indicare e di unificare la complessità della realtà e dei diversi saperi e di tracciarne «la mappa, la più particolare possibile». (Saggi cit., vol. I, p.122)


Se una notte d'inverno un viaggiatore, dunque, è basato  su strutture combinatorie in cui una quantità finita di elementi discreti,  i dieci incipit di romanzo scritti ciascuno in uno stile diverso, si presenta come enciclopedia dei diversi generi letterari. L'elemento centrale dell'iper-romanzo è, come riassume Calvino, «il principio di campionatura della molteplicità potenziale del narrabile». ( I. Calvino, Saggi cit., vol. I, p. 730)

http://www.panorama.it/images/cultura/t/22817113-1/Italo-Calvino-buon-compleanno-sarebbero-90-in-biblioteca-con-il-Lettore_h_partb.jpg

Insomma  il genere dell'iper-romanzo di Calvino ha anticipato certe caratteristiche fondamentali dell'ipertesto. La sua novità rivoluzionaria  consiste nel fatto che esso supera i limiti della pagina scritta; è vero che anche nei testi scientifici si è spesso cercato di rendere al meglio la multilinearietà del pensiero con note, rimandi ad altri testi ecc., ma in definitiva il testo convenzionale è sempre rimasto vincolato dalla sequenzialità lineare.

Un ipertesto, invece, si basa su una organizzazione del testo di tipo reticolare, ed è costituito da un insieme di unità informative (i nodi) e da un insieme di collegamenti (detti, nel gergo tecnico, link) che da un blocco permettono di passare ad un altro, o a più blocchi. Il lettore (o forse è meglio dire l'iper-lettore) non rimane vincolato dalla sequenza lineare di un documento, ma può muoversi da una unità testuale ad un'altra costruendosi ogni volta il proprio percorso di lettura.(M. Calvo, F. Ciotti, G. Roncaglia, M. A. Zela, Internet 96, Roma-Bari, Laterza, 1996, pp. 149-150.)


Il lettore di un ipertesto diventa dunque un navigatore - esploratore di rete, secondo una metafora che sembra presa in prestito proprio da Calvino, nelle cui opere combinatorie il personaggio diventa un viaggiatore testuale, come in Se una notte d'inverno un viaggiatore vi è uno scambio interdisciplinare;   Calvino si rivolge alla scienza dell'informazione in cerca di un modello testuale, la nuova tecnologia della rete globale (il World Wide Web) adopera termini che rimandano ad opere letterarie, da Joyce a Borges e, appunto, Calvino. (George P. Landow, Hypertext 2.0 cit. e Ilana Snyder, Hypertext: The electronic Labyrinth. Interpretations, Melbourne, Melbourne UP, 1996).

http://i.imgur.com/37LizJu.pnghttp://3.bp.blogspot.com/_8U1pcrTSqG8/TL8CCI_byMI/AAAAAAAAALc/n7b2obgfiDc/s1600/Labirinto.jpg

 In Se una notte è il Lettore stesso, con la L maiuscola,  protagonista, che si trova di fronte ad una molteplicità di inizi. Anche qui la combinatoria, che rende possibile la dialettica tra continuo e discreto, fornisce la struttura portante. Il romanzo consiste nella combinatoria di dieci inizi che si interrompono, o meglio, di dieci tentativi da parte del Lettore di entrare nel testo, tentativi che però rimangono frustrati. Infatti il testo a sé stante, cioè il libro che il Lettore pensava di aver acquistato, non esiste, gli si presenta invece come una molteplicità di punti d'entrata nel vasto corpo della letteratura, nella biblioteca universale. Questa osservazione  porta subito a un altro punto di cruciale intersezione tra letteratura e ipertesto: l'intertestualità.



In sostanza il libro convenzionale in forma cartacea dà l'impressione di essere un'opera chiusa, organica ed autonoma, mentre il romanzo-enciclopedia del Novecento, da Joyce all'iper-romanzo di Perec e di Calvino, indebolisce l'idea dell'opera letteraria separata ed autonoma, in quanto il testo si presenta volutamente come costruzione intertestuale, opera che rende esplicita la sua relazione con altri testi che lo precedono e che lo attraversano, sia in forma di cenni espliciti e citazioni, sia in forma  di parodia o di riscrittura. Così, l'iper romanzo calviniano in questione  Se una notte d'inverno un viaggiatore è un'opera collettiva di molteplici autori fittizi, che anticipa la rete informatica, dove si incrociano molti autori.
Un testo dunque non esiste separatamente da un contesto di altri libri che lo condizionano, come fa presente Calvino in un interessantissimo intervento, Il libro, i libri, scritto in occasione della Fiera del libro di Buenos Aires: «come il computer non ha senso senza i programmi, senza il suo software, così anche il libro che pretenda d'essere considerato "il Libro" non ha senso senza il contesto di molti, molti altri libri intorno a lui».(I. Calvino, Saggi cit., vol. II, p. 1850.)

Mi ha colpito come Calvino abbia scelto il computer come termine di confronto, perché è appunto la tecnologia dell'ipertesto che rende possibile il collegamento di un testo alla biblioteca universale dei molti altri libri che lo precedono, gli stanno accanto e lo seguono; è una testualità del continuo, resa possibile attraverso la combinatoria del discreto, che rende la biblioteca universale uno spazio sincronico.

Il doppio ruolo dell'autore-lettore è la tematica centrale di Se una notte, il cui capitolo chiave è l'ottavo: Il diario di Silas Flannery. Flannery si autodefinisce autore «facilmente falsificabile» e si identifica con il copista di manoscritti, che «viveva contemporaneamente in due dimensioni temporali, quella della lettura e quella della scrittura»,(I. Calvino, Romanzi e Racconti, vol. II a cura di Mario Barenghi e Bruno Falcetto, Milano, Mondadori, «I Meridiani», 1992) una figura quindi precorritrice del lettore-autore ipertestuale. Questo capitolo è un catalogo di osservazioni, domande e congetture sul ruolo dello scrittore. Un'osservazione cruciale dello scrittore Flannery, portavoce di Calvino, riguarda il concetto dell'autore univoco:

 «Come scriverei bene se non ci fossi! […] Potrò mai dire: "oggi scrive", così come "oggi piove", "oggi fa vento" ? Solo quando mi verrà naturale d'usare il verbo scrivere all'impersonale potrò sperare che attraverso di me s'esprima qualcosa di meno limitato che l'individualità d'un singolo»

 http://selacapo.net/new/wp-content/uploads/2011/06/Ipertesto.gif
 
La domanda è posta in termini che si riallaccia alla analogia con l'informatica: Silas Flannery vorrebbe essere come l'io impersonale del computer, che cattura la potenzialità del narrabile e del conoscibile senza ordinarlo in strutture  e gerarchie, perché lo scopo della sua attività di scrittore è, come egli stesso dichiara, «di catturare nel libro il mondo illeggibile, senza centro, senza io».
 
Il diario dell'autore viene completato dal catalogo delle osservazioni dei dieci lettori dei dieci romanzi di cui è composto il libro, e che si incontrano nell'ultimo capitolo in una biblioteca. Uno di loro modifica l'idea della soggettività della lettura mantenuta dagli altri interlocutori, aggiungendo che «ogni nuovo libro che leggo entra a far parte di quel libro complessivo e unitario che è la somma delle mie letture». Il soggetto che legge è quindi allo stesso tempo una biblioteca combinatoria, un io frammentario che assomiglia a una rete ipertestuale, come osserva lo stesso Calvino alla fine delle Lezioni Americane in una conclusione che sembra un omaggio a Roland Barthes: 

«Chi è ciascuno di noi se non una combinatoria d'esperienze, d'informazioni, di letture, d'immaginazioni? Ogni vita è un'enciclopedia, una biblioteca, un inventario d'oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili».
 http://www.ips.it/scuola/ipert_an.gif
 
Il  suo romanzo combinatorio che abbiamo letto scambiandoci pareri ed opinioni,  appartiene al periodo in cui il computer passa da calcolatore, capace di gestire numeri infinitamente grandi, a wordprocessor, cioè appartiene  all'alba dell'esplorazione dell'informatica quale tecnica testuale. Calvino si è posto in molte  occasioni il problema se la nuova tecnologia avrebbe cambiato il testo e la sua lettura, e troviamo un esauriente esempio nell'  intervento di Calvino stesso  in occasione della Fiera del libro a Buenos Aires: 

«Certo cambieranno molte cose, se è vero che coi word-processors i nostri libri saranno composti direttamente dalle nostre mani senza passare per la tipografia. Così come cambieranno le biblioteche, che forse conterranno solo microfilms. Questo un po' mi rattrista, perché non sentiremo più il fruscio delle pagine. Cambierà il nostro modo di leggere? […] Forse in futuro ci saranno altri modi di leggere che noi non sospettiamo. Mi sembra sbagliato deprecare ogni novità tecnologica in nome dei valori umanistici in pericolo. Penso che ogni nuovo mezzo di comunicazione e diffusione delle parole, delle immagini e dei suoni possa riservare sviluppi creativi nuovi, nuove forme d'espressione. E penso che una società più avanzata tecnologicamente potrà essere più ricca di stimoli, di scelte, di possibilità, di strumenti diversi, e avrà sempre più bisogno di leggere, di cose da leggere e di persone che leggono».(I. Calvino, Saggi cit., vol. II, p. 1859).
 
La tecnologia dell'ipertesto offre la possibilità di rendere attuale il potenziale insito in un iper-romanzo e non dimentichiamo che anche Il Decamerone è in fondo un iper-romanzo che si presta benissimo a essere trasformato in vero e proprio ipertesto...e buona lettura !!







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