martedì 25 dicembre 2012

La civiltà del Natale: tutti intorno al presepe...





IL  PRESEPE 


Francesco d’Assisi, la notte del 24 dicembre 1223, realizzò a Greccio una sacra rappresentazione della Natività. Aveva posto “in scena” il Vangelo di Luca con  Maria e Giuseppe,  un bimbo appena nato deposto nella mangiatoia,  angeli e di pastori ; ma anche quello di Matteo, che aveva aggiunto i re Magi partiti dal più remoto Oriente.
Francesco s’era preparato  per tempo: “ Circa due settimane prima della festa della Natività il Santo chiamò a sé un uomo di nome Giovanni e gli disse: ‘Prepara quanto ti dico perché vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie ad un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra un bue e un asinello”. La rappresentazione di Francesco di Assisi catturò l’attenzione del mondo. E da allora, in ogni parte del mondo, sono in tanti, che fin  dall’ 8/9 dicembre, iniziano i preparativi in un  contesto di  scena che solo la notte del 24 dicembre si completa con la ‘deposizione’ del Bambinello  secondo l’insegnamento di Francesco.




Al racconto della notte della Natività s’è interessata l’arte. Nel  1283  fu realizzato da Arnolfo di Cambio - su richiesta di papa Onorio IV-  il primo presepio con personaggi scolpiti nel marmo, anche se staccati tra loro e disposti a semicerchio attorno al Bambino.

 Alla Natività si sono interessati i grandi e i papi, come papa Wojtyla, che non rifiutava di porre accanto al presepe anche l’albero. Un piccolo presepe ed un alberello  venivano preparati,  ogni anno, dalla suore polacche nella stanza da pranzo del suo appartamento in Vaticano.



Per papa Wojtyla non 
‘ c’era Natale senza presepe e albero’. Due simboli che per lui erano solo apparentemente antagonisti, poiché per qualche secolo l’uno ha trovato accoglienza prevalente nei paesi cattolici, l’altro in quelli protestanti.
In sostanza, resta la celebrazione d’un evento che ha ‘ sconvolto’ il mondo un rito che ricorda che in quella notte è nato un altro uomo. 
Ci si augura che quell’evento non venga stravolto o svilito con l’allestimento di quei presepi post-moderni,  trasformati spesso  in tante allegorie, astruse, contraddittorie, senza anima.

 Romagna Gazzette, Roberto Vannoni, 25 dic 2012             








                                         






mercoledì 19 dicembre 2012

CHE FINE FANNO LE RENNE...









che_ fine_fanno_le Renne_dopo_Natale?




Olivia Rosenthal  nel suo romanzo edito quest'anno si chiede che fine fanno le renne dopo Natale? 

 Chi non si è mai posto questa domanda da bambino, pensando alla slitta di Babbo Natale... Da piccoli, ce le immaginavamo  correre libere in mezzo a distese bianche e immacolate. 


 

  Anche Olivia Rosenthal, scrittrice francese e autrice di Che fine fanno le renne dopo Natale?, in libreria per l'edizione  Nottetempo, se l'è chiesto. Come tanti bambini, adorava gli animali e sognava un cucciolo da stringere fra le braccia.

Fatta questa premessa, non è  un romanzo sentimentale, con la solita storia strappalacrime di un bambino e del suo cucciolo. E' è un libro atipico e innovativo nella sua struttura narrativa.Rosenthal fa scorrere in parallelo brevi episodi e ricordi di una bambina che diventa donna – autobiografia? – al racconto del rapporto conflittuale fra l’umanità e gli animali. Prigionieri di un amore che soffoca,  come spesso  anche le relazioni umane possono esserlo.
La narrazione si snoda  a pennellate, con brevi "epifanie "che possono colpire come un pugno nello stomaco, con l'uso  insolito dalla seconda persona. Come se la storia della protagonista fosse anche quella del lettore. Anche per questa sua struttura il romanzo affascina. 
 
E insieme alle crudeltà perpetrate dall’uomo sugli animali, si muove come un romanzo di formazione la vita della protagonista, dal rapporto con i genitori al matrimonio e alla sua liberazione interiore.
Che fanno le renne dopo Natale? è un libro di cui ci si innamora o che può anche non piacere, ma di sicuro non lascia indifferenti. E che soprattutto si fa rammentare. 

           

LA STIMOLANTE INIZIATIVA "LETTURA COLLETTIVA"




Si è conclusa la lettura collettiva de  "Il curioso caso di Benjamin Button" , iniziativa messa in atto dalla Locanda dei Libri, blog ben gestito da  una giovane amante dell'arte e della lettura, Clody.

 Piacevole leggere e condividere il proprio  parere sullo stesso libro con altri lettori





lunedì 17 dicembre 2012

UN BUON NATALE CON I LIBRI SOTTO L'ALBERO


Un buon libro da leggere per Natale?


Che sia un classico o una novità,  un libro è un regalo sempre gradito. Si può suggerire una serie di diverse proposte, divise per genere, per non sbagliare regalo. 


REGALA UN LIBRO




Anche quest’anno la narrativa contemporanea e i gialli figurano tra i generi più richiesti.
Tra i gialli, sicuramente  per Natale  “Il seggio vacante”, il primo romanzo per adulti, ricco di humour nero, scritto da J.K. Rowling. Numerose sono  le nuove proposte nell’ambito della narrativa italiana. Da “Venti racconti allegri e uno triste” di Mauro Corona a “Regalo di Nozze” di Andrea Vitali, letture piacevoli indicate per l’intrattenimento, così come  “Milioni di milioni” di Marco Malvaldi,  già ora al top delle classifiche nazionali e che di sicuro manterrà  la posizione nel periodo dello shopping natalizio. 
Dedicati a chi ama intrecci un po’ più impegnati o psicologici, il nuovo romanzo di De Carlo “Villa Metaphora ” e “La doppia vita dei numeri” di Erri de Luca. 
Tra i titoli più attesi anche  "il corpo umnao" di Giordano dopo il debutto con “La solitudine dei numeri primi” e, di diverso genere,   “Madama Sbatterfly” di Luciana Littizzetto, un libro che strappa  risate anche in un momento particolare. 





Non mancano proposte interessanti anche nella letteratura straniera,  “Storia di un corpo” di Daniel Pennac o “L’inverno del mondo”, il secondo capitolo di “The century trilogy” di Ken Follett. Per gli appassionati di thriller, assolutamente da non perdere è “I custodi della biblioteca” di Glenn Cooper
I LIBRI SONO DONI IMPORTANTI: SCALDANO LA MENTE

venerdì 14 dicembre 2012

Blog Candy Bryce's House



 


In libreria ho "scovato" (dietro consiglio del Blog Candy),  una delle fiabe meno note dei fratelli Grimm: “Le 12 principesse danzanti”. Rinarrata e illustrata dall’artista californiana Brigitte Barrager (classe 1984)  in puro stile Disney,  pubblicata da Gallucci traduzione italiana di Matteo Marchesini, un album  elegantissimo che le bambine adorano pur se siamo nel 2012 / 2013





 12 principesse danzanti - gallucci




 12 principesse danzanti - gallucci

 Non manca niente: le dodici principesse del titolo con meravigliosi abiti vaporosi e colorati, porte che conducono in luoghi magici pieni di scale e di alberi luccicanti e incantati, un sonno inspiegabile che colpisce le fanciulle durante il giorno e un mistero che si infittisce.

 E poi c’è  il vero eroe della favola: Ginetto il calzolaio che nella migliore delle tradizioni favolistiche  con il suo ingegno e l’amore disinteressato vedrà esaudito il suo più grande desiderio.

L'autrice  era intenzionata ad ambientare la storia in una incerta epoca favolistica ma voleva legarla  alla realtà. Così, appassionata di moda e di storia del costume, avrebbe voluto  creare  illustrazioni ispirate allo stile Maria Antonietta, ma poiché era stata preceduta da una eccezionale  illustratrice ( la danese Kay Nielsen 1886–1957),  e si è "tuffata" negli anni ’30 e ’40 del 1800, quando i re vestivano di tutto punto e le dame indossavano la crinolina che dava l’aspetto pomposo e vaporoso agli abiti, senza dimenticare  che le scarpe dell’epoca ricordavano molto le scarpette da ballo (le odierne ‘ballerine’).


Violet: una delle principesse



 .....Il consiglio di Eri è una rivisitazione della fiaba dei fratelli Grimm "Le dodici principesse danzanti".

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Nel magico mondo di Eathesbury, Azalea è la maggiore di dodici sorelle e l'erede al trono. Quando la madre muore, le ragazze scoprono un passaggio segreto che, attraverso un bosco d'argento, porta a un salone dove possono dare sfogo alla loro grande passione, il ballo, contravvenendo al lutto stretto e rigoroso imposto a  corte. Vengono coì a conoscere il misterioso ma affascinante Keeper, che ogni notte intreccia con tutte una danza proibita e che sembra particolarmente attratto da Azalea. Ci vorrà del tempo prima che le sorelle si accorgano delle sue vere intenzioni...

 
 

In questo 2012 pieno di rivisitazioni fiabesche sul grande schermo, anche in libreria dunque vi è per l'edizione Sperling -Kupfe,  la riscrittura in chiave young adult di un una fiaba poco conosciuta: Le dodici principesse danzanti (chi ha bambini potrebbe conoscerla grazie a un recente e omonimo film d'animazione della Barbie) chiamata anche Le scarpe logorate dal ballo, scritta nel 1813 dai fratelli Grimm e contenuta nella loro celebre raccolta di FIABE ( numero 133). Enchanted,  il titolo della versione italiana del libro (in originale Entwined, nome di una danza), rivisita la fiaba tedesca, opera prima dell'americana Heather Dixon e romanzo autoconclusivo. La storia viene raccontata dal punto di vista di Azalea, la maggiore delle dodici figlie (tutte chiamate con il nome di un fiore e in ordine alfabetico!) del re ed erede al trono del magico mondo di Eathesbury. 


 




Considerazioni personali 
 

Sarà perchè quest'anno sono tornate di moda le favole (Biancaneve e il cacciatore ecc...) un pò in tutte le sue sfumature, sarà perchè ogni tanto se ne sente il bisogno, ma si può apprezzare la  rivisitazione di questa storia. Piacerà perché scritta come una vera "vecchia" favola, per  divertire e forse "ammonire" le ragazzine che pensano al troppo divertimento in generale.
Credo sia una bella storia per ricongiungersi con il  lato di ognuno di noi infantile e spensierato, dove  si possono incontare oggetti animati, personaggi strani,  principi premurosi e fantasticamente  "azzurri", Re addolorati che piangono le regine e che per non soffrire ....